Il Tirreno

Versilia

Una delusione lunga 800 metri Diletta si spegne proprio in finale

di Gabriele Noli
Una delusione lunga 800 metri Diletta si spegne proprio in finale

La nuotatrice viareggina mai in gara si piazza soltanto settima peggiorando il tempo della batteria La rabbia dopo il traguardo: «In allenamento stavo bene, non riesco a capire cosa sia accaduto»

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VIAREGGIO. Le frasi monosillabiche pronunciate pochi istanti dopo la finale degli 800 stile meglio identificano l'umore nerissimo di una Diletta Carli che si aspettava una gara diversa da quella negativa della quale è stata sorprendentemente protagonista. Poteva essere l'occasione buona per salire finalmente sul podio, di conquistare una medaglia individuale che da tanto tempo sta cercando. Ed invece agli Europei di Londra, in quella piscina dove nel 2012 aveva partecipato alla sua prima Olimpiade, non è andata oltre un anonimo settimo posto, troppo poco in relazione alla batteria di mercoledì mattina.

La Carli è rimasta costantemente nelle retrovie nonostante i ritmi della finale fossero tutt'altro che indiavolati. In molti pensavano che l'inizio a rilento facesse parte della sua consueta tattica, ma nel momento della verità, quando ci si attendeva un deciso cambio di marcia, lo "status quo" è rimasto inalterato. E così la viareggina ha oscillato tra la sesta e la settima posizione, arraccando bracciata dopo bracciata, mentre le rivali si contendevano le medaglie (alla fine l'oro se l'è preso la ungherese Kapas). 8'31''78 il crono di Diletta, persino più alto - di oltre un secondo - di quello stampato in batteria.

«In allenamento stavo bene, non so cosa sia accaduto», la rapidissima analisi di una Carli delusa e arrabbiata (superata anche dall'altra azzurra, Simona Quadarella, che le aveva soffiato il titolo italiano agli Assoluti di Riccione di aprile), consapevole che questa era un'occasione che poteva e doveva sfruttare. Problema fisico o mentale? Parlare di una ragazza stanca sarebbe sbagliato, altrimenti non si spiegherebbe la brillante performance della qualificazione, con l'obiettivo raggiunto in totale scioltezza e con sensazioni che non lasciavano affatto presagire lo scenario che si è prefigurato nel tardo pomeriggio di ieri.

Ci sarà tempo e modo di approfondire i perché di questa prestazione sottotono, ma il bilancio definitivo verrà compiuto soltanto dopo i 400 stile di domenica, la gara che la Carli preferisce, quella con la quale si trova più a suo agio.

Estendendo il raggio alle prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro, va ricordato che gli Europei di Londra ed il Settecolli di Roma di fine giugno rappresentano le uniche due possibilità per ottenere i tempi di qualificazione per la rassegna a cinque cerchi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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