Il Tirreno

Versilia

Orlandi, l’ex capitano torna nella tana bianconera

«Per me contro il Centro non è mai una partita come le altre. Ma stavolta i favoriti sono loro...»

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FORTE DEI MARMI. Veste da tre stagioni la maglia del Forte dei Marmi (con cui ha collezionato due titoli italiani) ma prima di indossare il rossoblù Alberto Orlandi è stato il capitano del Cgc Viareggio, la squadra della città dove è nato e dove ha mosso i primi passi della sua carriera. Per l'ennesima volta dunque l'hockeista più titolato d'Italia (12 scudetti: 10 in patria, tra cui uno con il Cgc, e 2 vinti in Portogallo con il Porto) si ritrova stasera a disputare il derby della Versilia.

Orlandi, ad un anno di distanza da quell'epica finale scudetto torni in una sfida delicata ed importante contro la tua ex squadra: un confronto mai facile per te.

«Non è facile per nessuno stavolta: la realtà è che negli ultimi due anni il Centro ha dimostrato di poter dire la sua contro chiunque. Non sono più la sorpresa, i ragazzi allo sbaraglio che compiono il miracolo. Personalmente poi è chiaro che è una partita diversa dalle altre: è la squadra dove sono nato e dove ho tanti amici. Pure i miei figli giocano lì. Penso che nessuno possa avere nella testa quello che provo io a scendere in pista al palaBarsacchi. Ma come sempre darò il massimo».

I rapporti con alcuni tifosi bianconeri non era dei migliori all'inizio: è così ancora oggi?

«È normale che alcuni non abbiano digerito bene quella decisione, ma da parte mia è tutta acqua passata. Quel che mi interessa è che al di là del campanilismo si dia luogo ad un grande spettacolo, in pista e sulle tribune: la questura, dopo anni di divieti assurdi, ci dà l'occasione di dimostrare che nell'hockey è possibile avere la piena libertà delle trasferte. Se mi è permesso lanciare un appello: non sprechiamo questa opportunità».

Il Forte si presenterà senza Torner, mentre ve la vedrete con un Centro in forma ottimale e con un grande Mirko Bertolucci: con che animo si affronta una sfida di questo genere?

«Spero che Enric torni quanto prima e gli faccio gli auguri di pronta guarigione perché abbiamo bisogno di lui. Su Mirko c'è poco da dire: è stato fuori per molto tempo, è normale che ora rientri in pista con questa fame agonistica ai massimi livelli. Lo capisco bene: l'anno scorso sono stato fuori fortunatamente solo per tre settimane ma già non vedevo l'ora di tornare a vincere e a giocare più di prima. Però al di là delle sue giocate, credo che l'ago della bilancia sia Leo Barozzi: c'è da incrociare le dita e sperare in una sua non-serata. E poi tirare forte sperando che non ci arrivi, un po' come ha fatto Davide (Motaran, ndr) ai quarti contro il Monza: l'importante è che la pallina entri».

Secondo gli altri allenatori di serie A1 sarà il Cgc ad essere favorito: sei d'accordo con questo pronostico?

«È una bella scommessa, ma direi di sì visto che a noi manca un giocatore come Enric e loro non sono mai stati meglio: direi un 55-45 per loro, ma lotteremo per ribaltare la situazione».

L'arma segreta del Centro può essere l'unione del gruppo, quella del Forte invece?

«L'unione non è postare le foto su Facebook e farsi vedere tutti insieme a cena: l'esperienza mi ha portato a ritenere che i campionati non si vincono così ma trovando l'alchimia in pista al momento decisivo».

Gabriele Buffoni

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