Il presidio
Pietrasanta, un secondo posto che si porta dietro mille rimpianti
PIETRASANTA. Il Pietrasanta conquista allo sprint il secondo posto con un pareggio esterno pieno di rimpianti: il primo quello di aver sprecato tanti punti per la via, il secondo per il contemporaneo...
PIETRASANTA. Il Pietrasanta conquista allo sprint il secondo posto con un pareggio esterno pieno di rimpianti: il primo quello di aver sprecato tanti punti per la via, il secondo per il contemporaneo pareggio della Larcianese giunta al quinto posto: una vittoria sul campo della Cuoiopelli avrebbe garantito agli uomini di Zanetti una forbice sulla quinta di più di dieci punti e quindi, il passaggio diretto al prossimo turno dei playoff che per i biancocelesti inizieranno proprio domenica prossima con la Larcianese.
Lo scontro sarà sulla partita secca, ma il Pietrasanta potrà contare sul vantaggio che in caso di pareggio dopo i 90' e dopo i tempi supplementari saranno proprio i ragazzi di Zanetti a procedere nei play off contro la vincente tra Camaiore e Cuoiopelli. Poi lo scontro eventuale con le vincenti dei playoff di Umbria, Emilia o Sardegna.
La buona notizia viene dal gol di Peselli e dal bellissimo gol di Maiorana.
Però va detto che contro la Cuoiopelli il Pietrasanta si è complicato la vita: dopo dieci minuti Dunaiev ha rimediato un rosso diretto per fallo da ultimo uomo e per i prossimi turni la situazione dei fuori quota desta molta preoccupazione, visto che il portiere Pardini ormai è fuori per tutta la stagione e Zanetti dovrà inventare qualcosa. «Avevo chiesto molta attenzione su questi dettagli, in particolare sulle ammonizioni e le espulsioni, proprio guardando alle prossime partite ed invece ci siamo complicati la vita: acquisiamo il vantaggio del secondo posto, ma avremmo potuto evitarci un turno che nell'ottica della situazione in cui siamo attualmente poteva farci molto comodo. Non posso essere soddisfatto a pieno di questo secondo posto perché non abbiamo avuto la lucidità di gestire questa situazione che si va complicando».
Michele Morabito
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