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Tarabella, il triplete arriva... nella corsa all’indietro
L’atleta di Pozzi ha vinto i titoli italiani di corsa in strada, campestre e in pista di retrorunning
VIAREGGIO. Vincere correndo 3 chilometri in 13'08'' (pur con un record personale di 12'41'') è un risultato da capogiro: specialmente se il traguardo rimane alle spalle degli atleti. La disciplina in questione si chiama infatti retro-running e da sabato nella sua hall of fame è impresso il nome del versiliese Paolo Tarabella (48 anni di Pozzi), attualmente il primo italiano in grado di vincere tutte e tre le competizioni nazionali (corsa in strada, campestre ed in pista) che proprio lo scorso weekend ha ottenuto il primo posto nella 3000 metri in pista svoltasi a Pistoia; insieme al gruppo della Retro-Running Versilia poi ha conquistato anche il primo premio della staffetta 4x400.
Già oro mondiale nei 3000 e nei 5000 metri (sempre correndo all'indietro), la passione di Paolo per questa inusuale disciplina è nata nel 2007 e da allora ha lasciato la corsa "normale" contagiando poi anche le sue figlie (entrambe però hanno continuato anche l'atletica "classica", ndr): Nicole (17 anni) e Greta (14). In particolare quest'ultima sabato ha vinto a Pistoia nei 100 e nei 400 metri. «Mi ricordo - racconta Tarabella - di aver visto un giorno un signore che appendeva un volantino che recitava "Corsa del gambero": mi disse che era una gara in cui si correva all'indietro, così per pura curiosità decisi di provare e da allora è stato amore a prima vista. Siamo in circa 800 tesserati in Italia, più di un migliaio contando anche gli amatori, ma quello che mi ha conquistato più di tutto è l'ambiente delle gare: contrariamente alla corsa normale qui non ho trovato il "marcio" che può esserci altrove anche perché l'agonismo è legato unicamente alla gara. Una volta finita spesso ci ritroviamo tutti a mangiare assieme, e questo dappertutto in Italia».
Come ogni disciplina, anche la retro-running ha caratteristiche particolari. «Serve un gran senso dell'equilibrio - spiega Tarabella - che si sviluppa solo con anni di allenamento, e anche un affinato senso della misura: nella nostra campestre ad esempio gli eventuali ostacoli del terreno come le buche ci vengono segnalati con dei pali che ne indicano la distanza e che gli atleti ovviamente vedono solo dopo averli superati».
Coronato il sogno dello storico triplete italiano, Paolo Tarabella non ha la minima intenzione di fermarsi qui. «Nel mirino ho il prossimo mondiale ad Essen (Germania, ndr) dove voglio riconfermare gli ultimi ori. A livello italiano invece il 21 novembre organizzeremo al campo d'atletica "Falcone e Borsellino" di Pietrasanta una retro-crono dove il tempo migliore sui 1300 metri si aggiudicherà il titolo».
Gabriele Buffoni
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