Il presidio
Anche Maddaloni saluta la Cina
Dopo la partenza di Marcello Lippi, il tecnico viareggino di adozione lascia lo Guangzhou
VIAREGGIO. Bye bye Cina. Dopo quella dell’ex ct azzurro Marcello Lippi, si è conclusa l’esperienza in terra d’Oriente anche per un altro viareggino (in questo caso d’adozione) del mondo del calcio: Massimiliano Maddaloni. Dopo infatti che Lippi ha lasciato il posto sulla panchina del Guangzhou per assumere nel frattempo il ruolo di direttore tecnico della società cinese per poi interrompere definitivamente il rapporto con la società, il posto di allenatore era stato preso da Fabio Cannavaro. Nel frattempo però la società ha esonerato l’ex difensore azzurro campione del mondo per sotituirlo con Felipe Scolari, ex citì del Brasile.
Maddaloni, la decisione del Guangzhou vi ha un po' sorpreso, visto che i risultati che stavate ottenendo erano positivi?
«Sinceramente non ci aspettavamo che dopo sette mesi potesse terminare questa esperienza per Fabio Cannavaro. La squadra in quel momento era prima in classifica e avevamo ottenuto la qualificazione per i quarti di finale della Champions League Asiatica, quindi siamo rimasti molto sorpresi. I dirigenti hanno motivato la loro scelta sostenendo che programmando il futuro volevano affidarsi ad un tecnico più esperto come Scolari. Però ci siamo trovati spiazzati, anche perché i tifosi erano con noi, tanto che sono stati diversi che ci sono venuti a salutare all'aeroporto. Queste attestazioni di stima sono quelle che in fin dei conti ti pagano per il lavoro che hai svolto».
Siete arrivati in Cina con Marcello Lippi che il livello del calcio in quel Paese non era certo al punto al quale siete riusciti a portarlo voi, grazie alla competenza e insegnando come si gestisce un gruppo, sia in campo, che fuori dal campo.
«Sono stati tre anni fantastici in cui siamo riusciti a riempire gli stadi, portando entusiasmo fra la gente, grazie anche ai risultati che con il Guangzhou abbiamo ottenuto. La vittoria di quattro campionati di fila, una Coppa Nazionale nel 2012 e soprattutto la Champions Asiatica nel 2013. Per Marcello Lippi è stato un risultato prestigioso in quanto è stato l'unico allenatore ad avere vinto questo trofeo in due continenti diversi».
Proseguire su questa strada non era semplice, però le premesse c'erano tutte anche con Fabio Cannavaro, campione del mondo, come Lippi, nel 2006 con gli azzurri.
«Stavamo facendo bene, ed è un peccato che siamo stati costretti ad interrompere questo progetto. Però è la legge del calcio, che in certi casi, come questo, è difficile comprendere, però ne dobbiamo prendere atto».
Adesso c'è la possibilità di stare a casa in attesa di qualche nuova prospettiva di lavoro.
«Intanto faccio un po' di mare con la famiglia, seguo come facevo prima le partite degli amici che ci sono in questo periodo, come il Torneo dei Quartieri, al quale ho anche partecipato come calciatore e poi resto in attesa e pronto per iniziare nuove esperienze. La voglia c'è, come pure la passione per questo mestiere».
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