Il Tirreno

Versilia

Gigio Bresciani si presenta «Il mio Forte lo voglio così»

di Gabriele Buffoni
Gigio Bresciani si presenta «Il mio Forte lo voglio così»

Il tecnico torna in Versilia dopo una carriera da globetrotter dei pattini «Con i campioni che abbiamo in squadra punto a vincere il più possibile»

3 MINUTI DI LETTURA





FORTE DEI MARMI. Archiviato il secondo scudetto e un'annata dolce-amara, il Forte dei Marmi già pensa alla nuova stagione: la conferma ufficiale di Pierluigi "Gigio" Bresciani come nuovo allenatore della squadra (unita al già annunciato acquisto dell'attaccante ex Follonica Marco Pagnini, che verrà presentato insieme al nuovo mister sabato alle 17.45 al Caffè Mazzini 85 di Vittoria Apuana) è certamente la mossa decisiva della dirigenza rossoblù. Versiliese doc (è nato a Seravezza) Gigio ha iniziato la sua carriera hockeistica vestendo il rossoblù (dopo un passato nelle giovanili fortemarmine); lasciata poi la Versilia nel 1991 (a 19 anni) ha maturato una brillante carriera che l'ha visto militare a Thiene, Bassano (dove ha anche vestito i panni di allenatore portando la squadra alla finale di Eurolega contro il Barcellona nel 2007), Lodi, Prato, Vercelli, Breganze, Follonica e addirittura in Portogallo con il Seixal fino a quest'ultima stagione trascorsa come giocatore nelle file del Pieve.

Sciolto ogni indugio sulla trattativa, il neo-tecnico del Forte può ora finalmente aprirsi e iniziare a predisporre il terreno per quella che sarà la "sua" squadra.

Bresciani, com'è tornare a Forte per guidare una squadra bi-campione d'Italia?

«Tornare qui dove sono cresciuto è una sensazione meravigliosa. Quello che vorrei trasmettere ai tifosi miei compaesani è che quello che torna adesso è un Gigio diverso da quello che se ne andò anni fa: non sono più un ragazzino, li farò ricredere su di me e fugherò ogni loro dubbio».

Cosa l'ha spinta a tornare?

«Sicuramente la voglia di riavermi manifestata dalla società: per me non era affatto semplice, avendo un'attività a Lodi. Però ho con i dirigenti un dialogo da più di un anno e a febbraio mi hanno contattato per intavolare una trattativa. Dopo quanto accaduto a Roberto (Crudeli, ndr) ho deciso di non prendere subito in mano la squadra, ormai a fine stagione, per il semplice fatto che voglio avere il tempo di instaurare con il gruppo un lavoro duraturo fin dalla preparazione».

Il Forte ha grandi aspettative per il prossimo anno: l'ipotesi triplete è valida per lei?

«La squadra c'è e deve vincere il più possibile, non ci nascondiamo. Il mio obiettivo però sarà quello di cambiare un po' la mentalità della squadra dando una mia personale impostazione al gruppo: se dobbiamo avere intoppi, preferisco averli nei primi mesi in cui i ragazzi dovranno ancora trovare il giusto equilibrio con la mia idea di gioco, ma quando ci saranno le partite che contano voglio una squadra al top. D'altronde dai campioni che questa squadra ha mi aspetto piena disponibilità e soprattutto voglia di riscatto dopo una stagione un po' zoppicante».

Il nuovo acquisto Pagnini quanto le sarà utile?

«Il Forte lo cercava già da tempo e anche io ho fatto subito il suo nome: so bene quanto vale un giocatore come Marco, sono sicuro che saprà darci quel qualcosa in più che cerco».

Di lei hanno colpito le sue idee definite innovative: ci può dare un'anticipazione?

«Innovative non direi, nessuno inventa l'hockey. Più che altro mi concentrerò sulla preparazione lavorando molto sull'intensità degli allenamenti e, tatticamente, sui contropiedi che secondo me sono l'asso nella manica di questa squadra. In più voglio dedicarmi alla testa dei giocatori, magari portando con me un motivatore esterno che faccia un po' da "psicologo sportivo"».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino