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Il Tigre saluta Forte con una doppietta «La serata perfetta»
Alessandro Verona lascia i rossoblù per accasarsi a Lodi «Due gol e scudetto contro il Cgc: non potevo sperare di più»
di Gabriele Buffoni
FORTE DEI MARMI
Lo aspettavano un po' tutti sugli spalti del palasport di Vittoria Apuana martedì sera, nella notte più magica per Forte dei Marmi: eppure i tantissimi tifosi che lo volevano salutare un'ultima volta quasi hanno tremato nell'attesa che il tecnico Jorge Valverde decidesse di dargli il via libera per scendere in pista mentre inneggiavano a suo nome dalle tribune intorno all'iconico striscione "Arrivederci Ale, il Tigre 14". Poi però, quando a 15 minuti dal termine della finalissima contro il Cgc Viareggio ha fatto il suo ingresso, i fortemarmini non hanno potuto trattenersi; lui, di certo, non l'ha fatto arrivando a segnare in un quarto d'ora intensissimo ben due gol al portierone del Cgc Leonardo Barozzi. Per Alessandro Verona, questo secondo scudetto ha sicuramente un sapore tutto particolare: la gara 5, culminata con il successo del Forte, è stata la sua ultima partita con indosso la maglia rossoblù. Dal prossimo anno infatti il giovanissimo campione versiliese, cresciuto tra le fila della Spv Viareggio e maturato poi nell'organico della sua città natale che ha contribuito a portare due volte alla conquista del titolo italiano, vestirà ben altro tipo di strisce: quelle giallorosse del Lodi, squadra lombarda in cui farà coppia con un altro fuoriclasse come Federico Ambrosio. Quando perciò martedì sera la sirena ha decretato lo scadere del 50' scatenando la bolgia degli ultras rossoblù, con le mani al cielo e le grida di gioia che scaturivano dalla sua gola di fortemarmino doc "il fenomeno" (come lo chiamano i suoi tifosi) Verona non ha potuto trattenere anche qualche lacrima di commozione. «È stata una serata perfetta per me - racconta con la voce rotta dall'emozione - entrare nel secondo tempo, segnare una doppietta e vincere lo scudetto. Non potevo chiedere di più. Le emozioni nemmeno riesco a raccontarle - dichiara - è stata l'ultima partita che ho giocato qui a Forte, con questa maglia e di fronte ai miei tifosi che ringrazio tantissimo perché mi hanno sempre supportato anche quando sapevano che il prossimo anno non sarei più stato qui. Questo secondo scudetto per quanto mi riguarda è tutto per loro: sono felicissimo di andare via chiudendo in bellezza il mio periodo qui e regalando alla mia città un successo che rimarrà a lungo nella memoria come questo».
Per un fortemarmino come lui, d'altra parte, battere gli eterni rivali del Cgc in una finale-scudetto è stato il realizzarsi di un sogno nel cassetto. «Per uno come me che è nato e cresciuto qua - spiega Verona - quello che abbiamo vissuto era più di una partita, più di una finale scudetto. Sentivo tantissimo l'emozione di essere protagonista di un qualcosa del genere, ma anche questo ha reso più preziosa la serata. Fortunatamente sono riuscito a tenere sotto controllo la tensione e a dare il meglio in pista: l'importante alla fine era vincere, ora ci godiamo il successo».
E il prossimo anno, quando con il Lodi si sconterà con il "suo" Forte? «Ancora non ci ho pensato, ma sono sicuro che sarà una partita diversa da tutte le altre per me. L'aspetterò con ansia».
Ora però, prima di trasferirsi in Lombardia, per lui c'è ancora la sfida Mondiale.
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