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Verona, debutto azzurro con trionfo

Verona, debutto azzurro con trionfo

Per il più giovane della spedizione esordio in nazionale e trofeo in pochi giorni

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FORTE DEI MARMI. Guadagnarsi il titolo di campione d'Italia e dopo un paio di mesi anche quello di campione d'Europa è già un'impresa degna di un vero fuoriclasse; se poi si aggiunge a tutto questo che il personaggio in questione non ha nemmeno 18 anni, allora la storia assume un che di incredibile. È il caso di Alessandro Verona, il più giovane della spedizione azzurra ad Alcobendas: pur non ricoprendo, come ovvio, un ruolo da titolare mister Mariotti che non ha lesinato nell'utilizzarlo, magari anche solo per una manciata di minuti, in quasi tutte le gare dell'Europeo.

Alessandro, siamo a luglio ma a questo 2014 non puoi chiedere molto di più.

«Per ora è stato davvero un anno eccezionale per me: prima lo storico scudetto con il Forte, poi l'esordio nella nazionale senior e la vittoria dell'Europeo che mancava da 24 anni. Mi sembra quasi di vivere un sogno, stento a crederci».

Tu eri il più giovane della squadra: che emozione hai provato a scendere in pista?

«La tensione che sentivo era indescrivibile: mi era capitato di partecipare agli europei con le giovanili, ma nella categoria senior la pressione è tutta un'altra cosa. Però sono estremamente contento dei miei compagni, devo ringraziarli: mi hanno fin da subito considerato parte integrante del gruppo, come se fossi in squadra da una vita. Non c'è stato un solo momento in cui mi hanno fatto sentire il più inesperto o "l'ultima ruota del carro"; e questo mi ha permesso di vivere al meglio l'esperienza dell'Europeo».

Questo successo storico, che vi ha visti trionfare su Spagna e Portogalo, lo senti dunque anche un po' tuo?

«Certamente sì: il mister mi ha dato la possibilità di scendere sempre in pista, tranne nelle ultime due partite dove giustamente serviva un'esperienza maggiore per reggere il peso della gara. Ma non potrei comunque essere più contento: quello che secondo me ci ha contraddistinto dalle altre squadre è stato proprio questo nostro carattere e mentalità di gruppo unito».

Un futuro in nazionale?

«Speriamo: per avere ancora il posto dovrò lavorare sodo, ma voglio esserci».

Gabriele Buffoni

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