Il presidio
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VIAREGGIO. Massimo Mariotti non è più l’allenatore del Cgc Viareggio. Ad annunciare che il suo ciclo sulla panchina bianconera si è concluso è lo stesso allenatore grossetano nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri pomeriggio all’Hotel Astor, l’albergo che ospita la nazionale seniores in vista degli europei di categoria in programma ad Alcobendas dal 14 al 19 luglio. «Tutti noi eravamo in scadenza di contratto - esordisce Mariotti - e sono arrivato a fine stagione con la società che aveva la priorità delle elezioni. Ci sono stati dei giocatori che hanno deciso di intraprendere altre strade e altri come me che sono rimasti in attesa di questo appuntamento societario. Lunedì sera mi sono incontrato con la società che mi ha illustrato le sue idee e i suoi programmi e per questo, visto che non c’erano i presupposti per continuare, si è interrotto il rapporto di collaborazione. Sarei rimasto volentieri e del resto credo di essere stato coerente nell’aspettare le decisioni della società che è sovrana e fa le sue scelte. Voglio ringraziarla perché mi ha permesso di vivere questi quattro anni dove ho cercato di fare del mio meglio e anche i tifosi che ci hanno sostenuto».
«Sono arrivato a Viareggio da “nemico” – prosegue Mariotti - e sono orgoglioso di essere riuscito a far cambiare idea cercando sempre di dare il massimo vincendo uno scudetto, una coppa Italia, una Super Coppa e raggiungendo due finali scudetto. Non sono state però tutte rose e fiori perché nel primo anno, ad esempio dopo la dipartita di Farran rimpiazzato da mio fratello, siamo riusciti ugualmente a vincere. Vincere è stato facile ma ripetersi è difficile. Dovevamo centrare qualche altro obiettivo, ho accettato di guidare la nazionale e ho convocato alcuni giocatori del Centro. Forse ho commesso qualche errore di presunzione e c’è il rammarico di non essere riuscito a compattare la squadra che, specialmente nella famosa gara con il Forte, sì è divisa. Si è rotto l’incantesimo e c’è stato un disguido con Alessandro Bertolucci. Da lì e nei due anni successivi, complice la crisi economica, il Centro ha deciso d’investire di meno però, ci tengo a sottolinearlo, tutti si sono comportati in maniera professionale e sono arrivati altri successi. Tutto si è concluso con il confronto con il Bassano poi c’è stata l’attesa delle decisioni della società che vanno rispettate. Mentalmente ero predisposto per rimanere al Centro che mi ha pagato tutto ma, com’ è suo diritto, ha preso le sue decisioni. Non c’è niente di burrascoso, a tutto c’è una fine e al Centro auguro tutto il bene possibile».
Sui possibili sostituti, voci di corridoio danno fra i favoriti Alessandro Bertolucci: «Non so se sarà Alessandro, comunque ha 45 anni e considerato il suo affiatamento con Mirko credo che sia prontissimo per questo compito».
Mariotti chiude la conferenza ringraziando particolarmente il fisioterapista Junior Rovai, “una persona molto professionale”.
Angelo Cupisti
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