Il Tirreno

Versilia

L’allenatore con la Juve nel cuore

L’allenatore con la Juve nel cuore

Gionata Gori guida lo Sporting BM e sogna una categoria superiore

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Gionata Gori è uno di quelli che quando ancora calzavano gli scarpini veniva definito un allenatore in campo. Forse perché giocare alle spalle di tutti al centro della difesa gli offriva una visuale privilegiata o più semplicemente perché fino da ragazzo ha sempre avuto il pallino di allenare una squadra di calcio. «Mi è sempre piaciuta l’idea di poter allenare una squadra – attacca il quarantenne tecnico massarosese - e così cinque anni fa ho frequentato il corso per allenatori». Da allenatore ha già vinto un campionato di Seconda categoria con il Quiesa ed una Coppa di Terza Categoria con il Bargecchia. Poi dopo l’esperienza in Seconda categoria con il Montuolo ecco la chiamata sulla panchina dello Sporting BM, la creatura nata dalla fusione tra gli “odiati” cugini di Massarosa e Bozzano. Cresciuto calcisticamente nel Bozzano, con il quale compie la trafila delle giovanili passa al Massarosa in Prima Categoria dove incontra personaggi importanti per la sua formazione calcistica, tra questi Francesco Buglio.

«Delle mie stagioni da calciatore – ricorda – conservo un buon ricordo. Ho trovato una brava persona e un bravo tecnico come Buglio che mi ha dato fiducia e compagni che avevano giocato anche in categoria superiori come Antonucci, Maffei e “Bussino” Pardini che mi hanno aiutato molto». E proprio del suo rapporto con Pardini racconta un episodio che lo fa ancora sorridere. «Giocavamo mi pare contro il Barabarasco e provocai un rigore che fece andare su tutte le furie “Bussino” il quale mi disse che prima avrebbe parato il rigore e poi mi avrebbe preso a calci in c… Fu di parola. Parò il rigore e mi somministrò un paio di calci nel fondo schiena».

Col Massarosa, con il quale vince il campionato di Prima Categoria e disputa un torneo di Promozione, si chiude in pratica la sua parentesi da calciatore perché motivi di lavoro lo portano per cinque anni a Roma. «Mi allenavo da solo poi il mio amico Pucci che allenava il Bargecchia mi chiese di andare a giocare con loro il sabato in Terza Categoria poi ho militato nella doppia veste di allenatore giocatore con l’Unione Quiesa vincendo un campionato di Seconda Categoria». Incallito tifoso della Juventus, da calciatore il suo idolo era Jurgen Kholer, ha un seguito in casa da parte di papà Enrico. I due sembrano essere riusciti a portare sulla buona o cattiva strada, fate voi, le piccole Vittoria e Cecilia. Paola e Maria Rosa rispettivamente moglie e mamma di Gionata sono invece di fede interista e fiorentina ma al momento sembrano avere alzato bandiera bianca. «Prendo sempre in giro la mia mamma, ormai ci ha fatto il callo. Mentre dopo calciopoli sono riuscito a convincere mia moglie a smettere di tifare per l’Inter».

Spera in un futuro di allenare magari in una categoria superiore. «Non è facile anche perché per avere l’attenzione di qualche società credo che bisogna vincere qualche campionato» ma intanto è arrabbiato per come è andata la stagione in corso. «Alla 12ª giornata eravamo a 4 punti dalla prima. Se non avessimo dovuto rinunciare a qualche elemento per motivi di budget avremmo potuto dire la nostra fino in fondo».

Massimo Guidi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera