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Lorenzo e Federico, due fratelli... da serie A
Da Camaiore all’Olimpo della pallavolo: la scommessa vinta dai Tosi brothers Uno gioca in Umbria nel Città di Castello, l’altro in Calabria nel Corigliano
CAMAIORE. Due fratelli con tre passioni in comune: il volley, la fede calcistica e l’amore per gli animali. Stiamo parlando di Lorenzo e Federico Tosi, entrambi di nuovo nel Gotha della pallavolo. Federico libero dell’Alto Tevere Città di Castello, grazie alla promozione dello scorso anno, per la prima volta milita nella massima serie dopo cinque anni di A2 (ben quattro dei quali ai Lupi Santa Croce); Lorenzo regista dopo due anni in A2 a Santa Croce e due anni in B1 per la volontà di giocare (Cortona e Conselice), torna a calcare il campo dell’A2 con il Corigliano, una società che lo ha corteggiato, prima che l’atleta camaiorese accettasse e così decidesse di rifare la valigia per una nuova avventura.
Cresciuti assieme a Camaiore, poi a Santa Croce anche sotto la guida del padre/coach Alessandro Tosi, Lorenzo (23 anni) e Federico (22) vincono assieme, vestendo la maglia dei Lupi con capitan Baldaccini, la Coppa Italia di A2 (2011). Poi le strade si dividono e se per Federico questo è iniziato da subito come l’anno ‘migliore’ visto il massimo livello raggiunto, per Lorenzo stava diventando un anno sabbatico tutto da dedicare allo studio (frequenta Giurisprudenza insieme con la sorella Alessandra): «Dopo i due anni in B1 dove ho trovato gli spazi di gioco che cercavo e che mi servivano per crescere – racconta Lorenzo – in estate non avevo ricevuto proposte veramente interessanti o che facessero al caso mio. In questo momento di difficoltà economica è importante trovare quanto meno un ambiente che rappresenti il meglio dal punto di vista sportivo e logistico e così ho preferito aspettare qualcosa di stimolante, come la chiamata di Corigliano».
Una chiamata che Lorenzo però non ha accettato subito: «La distanza e l’impegno di studio inizialmente mi avevano fatto rifiutare, ma quando la società mi ha ricontattato ed ha cercato di venirmi incontro in ogni modo possibile non ho resistito. Mi sembrava illogico buttare al vento una tale opportunità, in una piazza storica per la pallavolo».
E Corigliano lo ha premiato, facendolo esordire appena arrivato: «È stata una bella iniezione di fiducia – racconta Lorenzo – questi anni mi sono serviti ad accumulare esperienza e gestire la tensione, rispetto ai primi anni di A2 ora l’ingresso in campo lo vivo più serenamente e senza pressione. Poi, ogni gara ed ogni momento hanno storia a sé, ma per l’esordio a Corigliano è stato così».
Chi è ormai abituato a gestire la tensione del massimo livello è invece il fratello Federico che con Città di Castello si sta togliendo tante soddisfazioni: «La stagione tutto sommato sta andando bene, abbiamo fatto ottimi risultati contro due delle pretendenti al titolo come Modena e Piacenza. Il livello dell’A1 è molto alto e intenso, non ci sono momenti per rifiatare, devi sempre mantenere la concentrazione altissima». In vista di questa nuova avventura del fratello, Federico si esprime così: «A Lorenzo posso dire solo di stare tranquillo e giocarsi le sue carte perché ha i numeri per stare in quella categoria».
In una famiglia di sportivi, con il padre Alessandro allenatore e docente ai corsi di volley, la madre Serena ex ginnasta come la figlia Alessandra (anche ex pallavolista della Jenco), impossibile non trovare aneddoti da raccontare: «A Santa Croce sono stati anni bellissimi – racconta Federico – Lorenzo mi faceva un po’ da balia visto che è sempre stato più responsabile nonostante la poca differenza d’età, soprattutto quando avevo i momenti di follia tipici di un ragazzo di quell’età ed in quella condizione, posso dire di dovergli tanto».
Santa Croce lega anche gli aneddoti di Lorenzo ed Alessandro, che ricordano i frequenti viaggi per andarsi ad allenare: «Mi viene in mente quando si andava o tornava da Santa Croce con il ‘Tosi’ (Alessandro) arrabbiato come una iena o per la pallavolo o per la scuola e se io – racconta Lorenzo - pretendevo di avere ragione e discutevo animatamente, Fede si metteva le cuffie e dormiva». Viaggi rimasti impressi anche al padre che menziona però anche le interviste doppie tramite facebook: «Ora li vedo cresciuti ed indipendenti – racconta Alessandro che scherza – a me adesso tocca sopportare le lagne di mamma e sorella» . Poi li mette sull’attenti: «Vi aspetto a fine campionato per gestire con noi il bagno/ristorante».
Idee chiare anche per la sorella Alessandra: «Direi che quasi quasi mi faceva strano fino ad ora non essere la padrona di casa e finalmente è tornato tutto come d’abitudine, o quasi perché penso che Lorenzo abbia incaricato Giove di fare il diavolo a quattro e rubarmi il posto sul divano, o la cena se mi distraggo». Giove è il bianco Pastore Svizzero di Lorenzo, ultimo arrivato in casa Tosi dove già aveva fatto capolino Sirio il gatto nero di Federico ed i fratelli confessano che nonostante la fede juventina, questa abbinata è stata un caso.
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