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Gemignani, le mani sul primato
Lo Stiava vola anche grazie alle prodezze del suo portiere: «Siamo un bel gruppo»
VIAREGGIO. Vola lo Stiava di Davide Ricci. Grazie ad un gruppo solido e ai gol del bomber Bianchi. Ma grazie anche al suo portiere Giovanni Gemignani, il meno battuto del girone, con appena cinque reti al passivo. Tutte subìte in trasferta perché al “Martellini”, dove lo Stiava ha vinto tutte e cinque le gare disputate, il portierone gialloblù è ancora imbattuto. «Quest’anno devo dire che abbiamo una bella difesa – commenta – ma soprattutto si respira l’aria giusta per fare le cose per bene. C’è un gruppo molto unito dove anche i più giovani si sono inseriti bene. Un gruppo guidato da un bravo allenatore che sta lavorando molto bene. Difficile che agli allenamenti manchi qualcuno. E questo lavoro viene ripagato con i risultati. Abbiamo vinto diverse gare con il minimo scarto e questo significa grande concentrazione».
E a proposito di allenamenti, Giovanni è uno di quelli che dà l’esempio al gruppo. Non solo perché a 34 anni è uno dei vecchietti della squadra. «Mi piace ancora tanto giocare a calcio e allenarsi è fondamentale. Per la mia condizione devo ringraziare molto il nostro preparatore dei portieri, Italo Agabiti, con il quale stiamo facendo un buon lavoro. Fondamentale è poi l’entusiasmo. Quando mi verrà a mancare allora sarà arrivato il momento di smettere».
Esplosività e reattività sono le sue doti che lo aiutano a compensare una statura non troppo da portiere. «Da bambino mi piaceva Pagliuca, ma per caratteristiche fisiche diciamo, così tanto per scherzare, che sono più un portiere alla Casillas».
Cresciuto nell’Ancora e poi nel Pian di Mommio si è tolto le sue maggiori soddisfazioni a livello giovanile con il Lido di Camaiore con cui ha vinto gli allievi regionali. Poi il passaggio al Bozzano dove è cresciuto all’ombra di un altro grande portiere di casa nostra, “Bussino” Pardini, ma dove ha patito anche un serio infortunio che forse gli ha un po’ tarpato le ali. «Pardini, oltre ad essere un bravo portiere, è una grande persona. Giocai le ultime dieci partite ma l’anno successivo mi sono rotto un polso. Un infortunio che mi ha costretto anche ad un intervento chirurgico e che mi ha fatto perdere oltre un anno».
Dopo un passaggio al Villa Basilica, coinciso con il periodo di leva, Giovanni ha difeso la porta di Massarosa e Arcobaleno, per tre stagioni, prima di approdare allo Stiava con cui sogna di tornare in Prima Categoria. «E’ un campionato difficile e per questo bisogna stare sempre molto concentrati. Sarà che contro di noi giocano tutti alla morte, ma finora non ho incontrato squadre materasso. «Se il Bargecchia è quello visto contro di noi la classifica è bugiarda. A dimostrazione che il campionato è molto tirato».
E domenica arriva il Filvilla. Toccherà anche alla squadra della Lunigiana sottostare alla legge del Martellini. «Ci teniamo a fare bene particolarmente tra le mura amiche. Per ora abbiamo costruito un piccolo record che mi auguro possa essere migliorato».
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