Il Tirreno

Versilia

Pellegrini, il difensore goleador

di Massimo Guidi
Pellegrini, il difensore goleador

Con l’Aullese il terzo centro in campionato. «Quest’anno riesco a dare il meglio»

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VIAREGGIO. Quello realizzato contro l’Aullese è il suo terzo gol in campionato. Lo stesso numero messo a segno da Marzio Luisotti ed uno in più di Andrea Dati, i gemelli del gol del Capezzano. E la notizia? E’ quella che il goleador di scorta della formazione di Baldini è un difensore: Manuel Pellegrini.

Ventitrè anni, prodotto del vivaio del Camaiore, Pellegrini ha sempre giocato come difensore centrale supportato dal fisico da corazziere (alla Nesta o alla Thiago Silva i suoi idoli da tifoso del Milan) e dallo spiccato senso della posizione. Mai però era stato così prolifico sia con il Camaiore nel campionato di Eccellenza che con il Bozzano in Prima Categoria.

«Su calci d’angolo e punizioni mi porto sempre in area assieme a Vanni e Manfredi, i due nostri centrali di difesa per sfruttare la nostra abilità nel gioco aereo. E’ uno schema che proviamo in allenameto» spiega Manuel. E proprio da una di queste situazioni è arrivato il gol del pari contro la corazzata Aullese.

«Su un calcio di punizione - descrive l’azione della rete - c’è stata una deviazione di testa di Dati sulla quale Carpita (portiere viareggino dei neroverdi ndr) si è prodotto in una grande respinta. Il pallone è arrivato dalle mie parti, l’ho controllato e poi ho insaccato».

Come detto Manuel ha sempre giocato da centrale in difesa ma a Capezzano è stato dirottato da Baldini sulla fascia destra. «Un ruolo per me inedito - sottolinea - nel quale però devo dire mi trovo bene. Cerco di fare del mio meglio anche per ringraziare la società che mi ha concesso l’opportunità di poter tornare a giocare in un campionato dilettanti dopo quasi due anni».

Uno stop forzato non voluto dal ragazzo che per problemi nella gestione del cartellino con il Camaiore ha giocato nei campionati amatoriali. «Mi è dispiaciuto molto rimanere fermo - confessa - non perché avessi ambizioni, sono cosciente dei miei limiti, ma perché pensavo di poter essere utile al Camaiore, la squadra nella quale ho cominciato a giocare ad appena sei anni di età. Ci sono rimasto un po’ male visto che sono un camaiorese purosangue».

Poi è arrivata la chiamata del Capezzano. «Devo ringraziare i dirigenti che mi hanno dato fiducia. A Capezzano si respira veramente aria di casa ed i risultati arrivano. Inizialmente avevo un po’ di timore in quanto non sapevo se sarei riuscito a reggere a livello fisico ma con il passare delle settimane la condizione fisica è via via andata migliorando».

Sul ruolo che può interpretare il Capezzano, Manuel Pellegrini ha le idee chiare. «Il nostro primo traguardo - dice chiaro e torno - è la salvezza. Contro l’Aullese ce la siamo giocata alla pari confermando la nostra crescita e siccome l’appetito vien mangiando…».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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