Marrai ritorna in campo «Presto sarò in forma»
Il giocatore del Tennis Club Italia di Forte è rientrato dopo un infortunio «Finalmente sono uscito dal tunnel, il tempo sembrava non passare mai»
FORTE DEI MARMI. La vittoria della liberazione. E della rinascita. L’abbraccio negli spogliatoi con il “fabbro” ed il “macellaio”, gli amici a cui è più legato.
Quella bellissima sensazione che si sprigiona in tutta la sua interezza, perché il momento nero fa finalmente parte del passato e non più del presente.
In un colpo solo Matteo Marrai ha ritrovato il sorriso e le certezze che l’infortunio al ginocchio gli avevano fatto perdere. Domenica ha battuto Thomas Holzer in due set 62 64, portando a casa una delle cinque vittorie con cui il Tennis Club Italia si è liberato del Rovereto.
Una giornata di festa per tutto il circolo fortemarmino, una giornata da ricordare per Matteo. Era sicuro di voler e poter giocare. Ha deciso con lucidità e raziocinio, ma non all’ultimo tempo: «Già da lunedì scorso ero convinto di scendere in campo», confessa. Il risultato gli ha dato ragione. Troppo forte il desiderio di tornare, di “spaccare tutto”, come si dice in questi casi.
Matteo è un essere umano, non un robot. Per questo, logicamente, all’inizio ha avvertito l’inevitabile tensione.
«Non sapevo cosa aspettarmi – racconta – per fortuna ce l’ho fatta a chiudere la partita in due soli set. Ero cosciente di avere un’autonomia di circa un’ora e mezzo, non di più. Il primo set è scivolato via senza grossi problemi, nel secondo mi sono complicato un po’ la vita, anche perché stava cominciando a subentrare la stanchezza».
Semaforo verde al rientro in una match a cui Marrai teneva molto. Perché era l’inizio di una nuova cavalcata, quella che, nei suoi sogni e nella sua mente, può portare il Tennis Club Italia alla conquista del secondo campionato di A1 di fila. Ha preferito defilarsi in fretta e furia da quel rettangolo in terra rossa con le linee bianche che ha poi visto protagonista Filippo Volandri. «Sono andato di corsa negli spogliatoi a liberare tutta la mia gioia con Massimo e Raul (il “fabbro” e il “macellaio”). Sono uscito dal tunnel , è passato un anno, ma nella mia testa sembravano dieci».
Ora Matteo, come un cielo dopo mille tempeste, è sereno e raggiante. Vuole tornare al top della forma per aiutare i compagni a vincere ancora. Alle porte c’è una sfida cruciale, quella contro il Bassano (in trasferta), dove in palio c’è il primato del girone 2.
«Aggiudicarci il raggruppamento è il nostro obiettivo - dice – ma incontriamo una squadra davvero forte, con due giocatori tra i primi 100 del mondo (Lorenzi e Huta Galung, ndr). Servirà il solito spirito di gruppo, quello che ci ha portato così in alto. Se ci disuniamo, se pensiamo da singoli e non da squadra, diventiamo vulnerabili e possiamo perdere contro chiunque».
Parole da leader, di uno che sa cosa vuol dire anteporre il “noi” all’”io”. Sa di non essere ancora al 100% Matteo e che per forzare i ritmi è ancora troppo presto: «Un paio di giorni di riposo dopo ogni partita ancora mi servono – dice – ma ogni settimana che passa le cose migliorano. Vincere il girone sarebbe l’ideale: ci permetterebbe di andare subito in semifinale e consentirebbe a me di ritrovare la condizione migliore, senza dover disputare i play-off».
Matteo Marrai è tornato. Non sarà Nadal, Djokovic o Federer, ma il Tennis Club Italia aveva bisogno di lui, della sua forza e del suo carisma.
Il pubblico gli è stato vicino domenica, lo ha acclamato come solo si fa con chi lascia il segno. In campo e fuori.
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