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VIAREGGIO. Dal 30 giugno Stefano Cuoghi è un allenatore libero. Essendo scaduto con la fine del mese scorso il contratto che lo legava al Viareggio, il tecnico modenese non ha più legami - almeno sulla carta - con la società bianconera. Che adesso deve decidere se riconfermarlo oppure no. Prima verrà ingaggiato il direttore sportivo e il supercandidato per questo ruolo è Vittorio Tosto, ex calciatore della Lucchese.
Mister Cuoghi ci sono state telefonate da qualche società in questo periodo?
«Si e no. Però nulla di concreto. Evidentemente fino ad ora le attenzioni dei dirigenti erano per altre cose».
Come per esempio risolvere la questione legata alla fidejussione?
«Sicuramente anche se nello stesso tempo però ho letto che il presidente, Stefano Dinelli, ha avuto dei contatti anche per decidere chi sarà il direttore sportivo. Dopo di che, evidentemente, affronterà anche la questione dell'allenatore».
Non c'è stata ancora una convocazione ufficiale da parte del presidente?
«Non ancora, in questo momento mi godo un po’ di mare. Se ci saranno i presupposti per continuare il rapporto con il Viareggio bene, altrimenti posso anche decidere di stare fermo, se non ci saranno altre soluzioni».
Lei è reduce da due stagioni positive con le zebre e dalle altre precedenti, quindi qualcuno dovrebbe cercarla.
«Ripeto: rimango in attesa. D'altra parte a dispetto dei santi, a Viareggio non ci rimarrò. Il rapporto con il presidente è di stima reciproca, però c'è da verificare se la decisione riguardo l'allenatore sarà presa collegialmente oppure se deciderà lui solo».
Nella tua esperienza a Viareggio ha senza dubbio contribuito alla crescita di più di un calciatore...
«Mi pare di averci messo del mio nel progetto, che dopo la salvezza dell'anno scorso ai play out ha visto quest'anno centrare l'obiettivo della salvezza diretta e con in più la finale di Coppa Italia, conquistando il maggior numeri di punti e la migliore posizione finale. C'è però chi afferma che Viareggio è l'ideale per lavorare bene e che sia l'ambiente giusto. Però credo che siano indispensabili anche certe figure che contribuiscono alla crescita dei giocatori, altrimenti sarebbe tutto piuttosto facile».
Zaza e Maltese per esempio sono due nomi che hanno compiuto il salto di categoria.
«Il procuratore di Zaza mi telefona spesso, come pure Zaza che mi ringrazia per averlo aiutato a diventare quello che è ora. Anche Maltese leggo che potrebbe andare in serie B. Altri giocatori hanno fatto un bel salto. Questi aspetti però non tutti li notano, ma va bene così. Danno i meriti solo a chi fa le squadre e ai giocatori».
Dopo le compartecipazioni sono rimasti a Viareggio diversi elementi che aggiunti agli altri a contratto, formano una base da cui ripartire.
«Non posso esprimere giudizi personali a riguardo, perché non sono più l'allenatore del Viareggio ma sono un semplice cittadino. Nello stesso tempo non voglio dare vantaggi a nessuno».
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