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Il Viareggio cerca di entrare nella storia
L’ultima squadra toscana a trionfare nel torneo è stata il Prato. Nel 2000 toccò invece ai nerazzurri del Pisa
VIAREGGIO. Il Viareggio inizia la caccia al suo primo vero trofeo di prestigio della sua ultra novantennale storia, la Coppa Italia di Lega Pro, trofeo nato nella stagione 1972/1973 (all'epoca si chiamò Coppa Italia serie C) e che annota nel suo albo d'oro formazioni di blasone e tecnici e giocatori poi arrivati in serie A.
La prima fu l'Alessandria allenata da Pippo Marchioro che schiera a centrocampo Salvadori futuro scudettato con il Toro. Poi scorrendo l'elenco troviamo Monza (che ha il record di vittorie: quattro), Lecce, Udinese, Padova, Vicenza, Cagliari, Paleremo, Triestina, Spal, Cesena, Foggia e lo Spezia campione uscente ed unica con il Monza ad avere vinto la coppa più di una volta.
Ma anche le squadre toscane hanno fatto la loro parte conquistando, prima del Viareggio, undici finali, la prima volta con la Sangiovannese 1976/1977, l'ultima con il Pisa lo scorso anno, ma soprattutto vincendo per sette volte la manifestazione.
La prima è l'Arezzo (stagione 1980/1981) guidato da Valentin Angelillo che presenta in campo tanti toscani: Doveri, Mangoni, Botteghi, "Menchino" Neri, Settini, Quercioli oltre a Zandonà a al bomber futuro torinista Tullio Gritti. Gli amaranto affrontano nella doppia finale in un quasi derby la Ternana allenata da Ghio e che ha in campo Valigi e Redomi. Al "Liberati" è 1-0 per le "Fere" e al ritorno le cose si mettono subito bene per gli aretini che pareggiano i conti con Vittiglio. Gli umbri reggono bene e si va ai supplementari dove a decidere è un gol di Giorgio Barbana ex "puntero" del Pisa subentrato a Zanin.
Due stagioni dopo è la volta della Carrarese di Corrado Orrico che affronta in finale il Fano di Enzo Robotti che schiera tra gli altri Mozzini e Sandreani a fine carriera. Gli azzurri con Aliboni, Panizza, Bressani e Davide Del Nero ipotecano il trofeo vincendo 2-0 a Fano, dove nel finale c'è gloria anche per un imberbe Paolo Moschetti. Il ritorno è una proforma e gli apuani, che due stagioni dopo si vedranno scippare il trofeo causa un guasto all'impianto di illuminazione dello stadio dei Marmi, festeggiano con un 3-1.
Tocca poi al Livorno di Romano Mattè alzare al cielo la Coppa Italia nella stagione 1986/1987. Avversario è il Campania di Gastone Bean che ha come punte di diamante Sasà Campilongo e Casale che segna il gol dell'1-0 a Napoli. Ma All'Ardenza il Livorno del "Morino" Pontis e Maurizio Manetti si scatena e vince 3-0. Nel tabellino dei goleador anche Antonio D'Agostino.
Tre anni dopo tocca alla Lucchese allenata da Orrico (unico tecnico ad avere vinto due volte il trofeo) che va ad alzare la coppa niente meno che alla Favorita di Palermo. A fare festa quel giorno anche Giampaolo Pinna, attuale spalla di Cuoghi nel Viareggio e il baby viareggino Luca Tavoletti suo "secondo".
Al Porta Elisa i rossoneri si impongono di misura (2-1) con reti di Simonetta e Russo e al ritorno si annuncia battaglia. Il Palermo (che ha in panchina il portiere versiliese Massimo Bianchi) ristabilisce le sorti con Bresciani attaccante lucchese cresciuto nell'Atletico Lucca e poi nel Toro e la contesa viene decisa ai rigori. E' bravo Pinna a neutralizzare il terzo rigore palermitano calciato da Cancelli ma anche i suoi compagni che trasformano tutti i penalty.
Per ritrovare un successo di una formazione toscana devono poi trascorrere sei anni quando il successo arride all'Empoli sulla cui panchina muove i suoi primi passi da tecnico Luciano Spalletti che si avvale della collaborazione di Piero Pelagotti. Nelle file azzurre giocano Pane e Birindelli ma anche i viareggini Luca Puccinelli (che anni dopo vincerà il trofeo anche con il Brindisi segnando un gol decisivo) e Massimo Gazzoli, il secondo di Balli. Avversario il Monza (nel quale gioca Asta) battuto a domicilio da un gol di Balesini. Risultato confermato anche al "Castellani" dal centro su rigore di Esposito.
Nel nuovo secolo tocca per primo al Pisa (stagione 1999/2000) vincere la Coppa. La squadra nerazzurra allenata da D'Arrigo (con il viareggino Max Belluomini in campo) e trascinata da Paolo Andreotti affronta l'Avellino di Mario Russo che vince al "Partenio" con un gol di Scichilone. Ma all'Arena i Lupi irpini sono sbranati dai nerazzurri a segno con Paolo Andreotti, Savoldi junior e Ferrari.
La stagione seguente è ancora una toscana a trionfare anche se per l'ultima volta: il Prato. La squadra dei Toccafondi è anche la seconda nella storia dopo il Varese a vincere il trofeo militando in C/2. I ragazzi di Vincenzo Esposito che hanno lasciato per strada Livorno, Pisa e Spezia affrontano in finale il Lumezzane. Al "Lungobisenzio" i lanieri si impongono grazie ai gol di Pelatti e Brunetti che rimontano il vantaggio iniziale del bomber toscano Ghizzani. Il Prato vince poi anche il ritorno grazie ad una rete di Padoin.
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