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Tc Italia in campo per lo scudetto

Tc Italia in campo per lo scudetto

Oggi e domani a Rovereto si assegna il tricolore. Marrai: «Sogno alla portata»

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FORTE DEI MARMI. Adesso la coppa va alzata al cielo. Senza che siano gli altri a farlo, per il secondo anno di fila. La rincorsa al tricolore del Tennis Club Italia giunge al suo atto conclusivo, facendo tappa a Rovereto, dove - tra oggi e domani - si disputerà la finale del campionato a squadre di A1.

L'avversario sarà quell'Ata Battisti Trento che aveva battuto i versiliesi nella gara inaugurale del campionato. I motivi di rivalsa, dunque, non mancano: i ragazzi di patron Sergio Marrai ricordano ancora bene la delusione dell'anno scorso, quando fu il Castellazzo ad aggiudicarsi il tricolore. Ma i successi contro il Park Genova e proprio contro i campioni in carica del Castellazzo hanno fatto salire sino a livelli vertiginosi l'entusiasmo di un circolo, quello di via dell'Acqua, che si appresta a vivere una delle giornate potenzialmente più belle di sempre.

Trento arriva a questa finale forte della vittoria nel girone 1 - lo stesso del Tc Italia - e dopo aver eliminato in semifinale il Circolo Aniene. Inoltre, la superficie di Rovereto, veloce ed insidiosa, favorisce l'Ata Battisti, più abituato a giocare gare in cui gli scambi rapidi la fanno da padrona. E chiaramente questo aspetto non lascia tranquillo Sergio Marrai: «Se la superficie fosse stata diversa, sarebbe stato meglio - spiega il patron del Tc Italia di Forte - ma la realtà è questa. I nostri ragazzi si stanno allenando a Rovereto già da un paio di giorni. Siamo carichi e vogliamo provare a conquistare il titolo, anche se sappiamo che ci aspetta una serie di partite tirate e tutte equilibrate. Sulla carta, guardando la classifica, noi possiamo avere qualcosa in più, ma Trento ha più confidenza sul veloce».

Marrai non fa proclami e non si sbilancia, anche se, parlando di percentuali, dice: «In cuor mio sono convinto che noi abbiamo il 51% di possibilità di vincere. Il precedente di ottobre può tornare utile, anche se in quell'occasione, sia Trusendi che Giorgini sprecarono diversi matchpoint. Clima ostile? Non credo, alla fine stiamo parlando di una finale che si disputerà in campo neutro, dove il pubblico sarà libero per chi tifare per chi vuole. Al nostro seguito avremo circa ottanta sostenitori, pronti ad incitarci».

E la scaramanzia, regna sovrana: «Non abbiamo preparato nulla - dice Marrai - anzi, anche in caso di vittoria torneremo subito a Forte dei Marmi, per festeggiare eventualmente la conquista del tricolore». (g.n.)

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