Quando Bjorn Borg arrivava in Marbella per tornare campione
Dopo il successo su Aniene il Tennis Italia sogna lo scudetto Storia (e aneddoti) di un amore che a Forte dura da 40 anni
FORTE DEI MARMI. Dici anni ’70, e con la mente torni a un’epoca in cui la Versilia era ancora se stessa. Proprio 40 anni fa, a Forte dei Marmi, nacque il Tennis Club Italia: allora si giocava prevalentemente d'estate, dopo una giornata al mare, non si poteva proprio rinunciare ad una partita con gli amici. Tutto per puro divertimento, l’agonismo era un concetto pressoché sconosciuto.
La svolta di patron Sergio. Dal 1986, la svolta. L’arrivo di Sergio Marrai segnò un cambio di rotta, netto e deciso rispetto al passato. Il Tennis Club da quel momento in poi non sarebbe rimasto aperto solo d’estate, bensì tutto l’anno, con una scuola di tennis all’avanguardia e con un progressivo miglioramento delle strutture, che fanno di questo circolo uno dei migliori in Italia. Tutto grazie all’amore, all'impegno e ai sacrifici di Marrai, che adesso - vedendo i risultati strabilianti che la sua squadra sta ottenendo in A1 - non può che emozionarsi, compiacersi, inorgoglirsi. E anche i numeri gli danno ragione: la scuola di Tennis è frequentata da oltre 200 ragazzi e da circa 100 adulti di varie età e livello di gioco. Vi operano 6 maestri, 1 preparatore atletico ed 1 fisioterapista, con il conseguimento di 5 titoli nazionali e 35 regionali, 15 squadre iscritte ai vari campionati di categoria, sia giovanili che amatoriali.
La Marbella per Borg. Ma questi dati, per quanto esplicativi, da soli non testimoniano la grandezza - sportiva e non - di questo circolo. Ci sono, infatti, diversi aneddoti legati alla storia del Tc Forte: ad esempio quello relativo a Bjorn Borg, che nel 1989 scelse i campi di via dell'Acqua per prepararsi al ritorno nel tennis che conta. Si allenava tutte le mattine con Filippo Grasso, pure lui ex giocatore ed ora maestro proprio al Tc Forte. Borg non arrivava al campo con un’auto lussuosa, bensì accompagnato proprio dal giovane Grasso, che lo passava a prendere in hotel con la sua Marbella bianca. Filippo si sentiva un po’ imbarazzo, perché a parer suo un campione come Borg meritava ben altro. Eppure il fuoriclasse della racchetta non si faceva affatto questo tipo di problemi. Anzi, era sempre contento e ben disposto anche a scherzare durante gli allenamenti.
Villaggio e Bongusto. Un altro habitué del circolo era Paolo Villaggio, malato di tennis e costantemente a dieta: beveva sempre e solo acqua naturale quando aveva la racchetta in mano, ma finito di giocare si faceva condurre da patron Marrai nella cucina privata del circolo, mangiando tutto ciò che gli capitava a tiro. Anche Fred Bongusto era un affezionato del circolo: tutte le mattine disputava il consueto doppio con Marrai. Una volta, però, i due sentirono piangere un bambino dal campo accanto: aveva rotto la racchetta, ma aveva paura a dirlo ai genitori. Bongusto, allora, gliene regalò una delle sue.
I campioni. Oltre all’organizzazione di un torneo internazionale, non vanno dimenticati storici incontri di esibizione, a cavallo tra il ’92 ed il ’96 a cui hanno partecipato McEnroe, Noah, Ivanisevic, Leconte, Forget, Sanchez e tutti i migliori giocatori italiani del momento. E sempre in tema di grandi personaggi, come non ricordare i tornei con personaggi del mondo del calcio: Antognoni, Paolo Rossi, Facchetti, Burnich, Lippi, Valcareggi, Pruzzo, Baresi, Bergomi, Paolo Maldini, Alberatosi, Gullit, Evani, giusto per menzionarne alcuni. Un circolo - il cui vicepresidente è Paolo Bertolucci, fortemarmino doc e vincitore della Coppa Davis con l’Italia nel 1976 - che non dimentica mai di dare una mano a chi più ne ha bisogno. La solidarietà è un valore importante per Marrai e tutti i soci: l'ultimo aiuto concreto ha riguardato la realizzazione della casa famiglia presso l’ospedale Pediatrico Apuano di Massa.
Un sogno chiamato scudetto. Parlando di agonismo e risultati, dopo un primo anno di adattamento, nel 2011 il Tc Forte allenato da Andrea Parenti, è andata vicinissima al tricolore, senza conquistarlo. Nella finale dello scorso dicembre di Rovereto, il Castellazzo ha avuto la meglio sui versiliesi soltanto dopo il doppio supplementare. Una delusione grande, grandissima, ma che non ha certo spezzato il sogno di patron Marrai e dei suoi ragazzi: quello di diventare campioni d'Italia. Ci sta riprovando con un Filippo Volandri in più, un giocatore che, seppur nella sua carriera abbia vissuto periodi decisamente migliori, sta portando in dote al Tc Forte quell’esperienza e quella classe che forse mancavano. La débacle di Trento nella gara d’esordio - complice una superficie in cemento avversa ai terraioli versiliesi - è stata cancellata prontamente dai successi casalinghi contro Palermo prima e Circolo Aniene poi. La strada verso lo scudetto è ancora lunga e lastricata di ostacoli. Ma adesso la squadra ha una consapevolezza nuova, oltre alla tranquillità di non sentirsi crollare il mondo addosso, qualora il tricolore finisse ancora sul petto di altri. Perché il Tc Forte non è un semplice circolo, ma il ritrovo di tanti amici, tutti uniti da una stessa passione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
