Italia
Piccoli schermidori crescono alla corte di Margherita
VIAREGGIO. Negli anni Novanta Margherita Zalaffi ha vinto tutto (o quasi) quello che si poteva vincere nella scherma. In Italia, in Europa e nel mondo. Lei, nata a Siena, dopo aver girato il mondo...
VIAREGGIO. Negli anni Novanta Margherita Zalaffi ha vinto tutto (o quasi) quello che si poteva vincere nella scherma. In Italia, in Europa e nel mondo. Lei, nata a Siena, dopo aver girato il mondo collezionando trionfi e medaglie a non finire, ha poi deciso di abbandonare l'attività agonistica, ma non il suo grande amore, cioè quello sport che le ha dato un'immensità di soddisfazioni. Quattordici anni fa (era il 1998), infatti, decise di fondare il Club Scherma Viareggio - che ha sede al PalaBarsacchi - con il preciso intento di far avvicinare i ragazzi, ma anche i bambini, ad uno sport che magari non avrà lo stesso appeal del calcio, ma nel quale l'Italia è sempre stata ai vertici, come dimostrano i recenti risultati ottenuti dalla spedizione azzurra, sia maschile che femminile, alle Olimpiadi di Londra. Insomma, allevare i talenti di oggi per farli diventare i campioni del domani. E' con questa filosofia che la Zalaffi e gli altri insegnanti, a partire da ogni settembre - in concomitanza con il ritorno a scuola dei ragazzi - sino all'imminenza dell'estate, istruiscono chi decide di approcciarsi per la prima volta alla scherma e anche chi, pur essendo in età un po' più avanzata, non disdegna di cimentarsi in uno sport completo. «Abbiamo circa un centinaio di iscritti, in gran parte ragazzi - spiega la Zalaffi - molti sono maschi, ma il numero delle femmine sta aumentando progressivamente. I corsi sono volti a permettere lo sviluppo dell'attività motoria, soprattutto per quel che riguarda la coordinazione. In pratica si cerca di indirizzare i ragazzi verso una specifica disciplina in base alle caratteristiche fisiche, colmandone eventuali lacune. C'è poi la parte agonistica, dove gli insegnanti puntano maggiormente sull'acquisizione della tecnica. Ovviamente non mancano i tornei, perché l'agonismo è una componente essenziale nella scherma, anche se le gare vanno viste come un'occasione di confronto e di miglioramento».
(1 - continua)
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