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Viareggio, il vero ostacolo è... la Nazionale
I bianconeri di beach soccer attesi dalla tappa di Lignano Sabbiadoro con ben quattro giocatori convocati in azzurro
VIAREGGIO. Tutto secondo copione. E aspettative. Due vittorie su due, primo posto in classifica, pericolo di scivolare a causa dell'entusiasmo post trionfo in Coppa Italia scampato. Insomma, sino ad ora il Viareggio non è incappato in alcun passo falso nel percorso che porta allo scudetto.
Ma il tempo per fermarsi ad analizzare quanto accaduto nella prima tappa della Serie A di beach soccer al "Matteo Valenti Beach Stadium" è relativamente poco, visto che tra una settimana (mercoledì 27 e giovedì 28 giugno) è in programma la seconda tappa del girone centro-nord, quella che si terrà a Lignano Sabbiadoro. E qui le insidie saranno senz'altro maggiori. Perché il giorno prima della sfida contro il Friuli, comunque non particolarmente ostica sulla carta, sempre nella località friulana è in programma una tre giorni di allenamenti della Nazionale, che si preparerà per le qualificazioni al mondiale di Tahiti 2013, in programma a Mosca da domenica 1 a domenica 8 luglio.
Il problema è che il commissario tecnico Massimiliano Esposito, salvo clamorose sorprese, convocherà ben quattro giocatori del Viareggio: Gori, Marinai, Ramacciotti e, per la prima volta, Andrea Carpita. Ed avere queste pedine fondamentali a mezzo servizio non è proprio un pensiero che rende felice il tecnico dei viareggini Stefano Santini: «Dovremmo comunque riuscire ad averli per le due gare che giocheremo contro Friuli e Colosseum - dice Santini - ma il giovedì pomeriggio dovrebbero scendere in campo con sulle gambe già l'allenamento mattutino con la Nazionale. Per nostra fortuna anche la Colosseum è più o meno nella medesima situazione, visto che Leghissa, Del Mestre, Soria e probabilmente Di Maio dovrebbero essere convocati».
Per la tappa di Lignano, come già accaduto pure lo scorso fine settimana, Santini dovrà rinunciare a Michele Di Palma, alle prese con un'operazione al menisco: «L'assenza di Michele è parecchio pesante - analizza il tecnico - perché è l'unico, oltre a Marinai, in grado di dettare i tempi di gioco. Ma la squadra si sta abituando a trovare soluzioni nuove: ci vuole che alcuni ragazzi riescano ad acquisire la maturità necessaria, cominciando a prendersi maggiori responsabilità».
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