Italia
PietraMarina, attacco all’arbitro: «Il rigore? Non c’era»
PIETRASANTA La differenza tra PietraMarina e Mapo è tutta in un calcio di rigore non certo nitidissimo, anche se, va detto, il Lampo nei 90 minuti ha mostrato più qualità nei singoli. Senza quell’epis...
PIETRASANTA
La differenza tra PietraMarina e Mapo è tutta in un calcio di rigore non certo nitidissimo, anche se, va detto, il Lampo nei 90 minuti ha mostrato più qualità nei singoli. Senza quell’episodio si parlerebbe di un’altra partita in cui il PietraMarina pur faticando di più, almeno nel finale ha costruito più occasioni che gli avanti dei Blues non hanno finalizzato. Un pareggio non sarebbe stato scandaloso, ma si sa che nel calcio, anche se nessuno lo vuol dire, sono gli episodi a decidere e questa volta l’arbitro di Lodi ha deciso a favore degli ospiti. Il Presidente Ciaponi non si scompone e cerca di vedere del buono in una sconfitta che non compromette nulla.
Presidente Ciaponi, un PietraMarina che ha peccato in fase realizzativa, ma che non è stata da meno degli avversari.
«In effetti, alla lunga loro hanno avuto la meglio in virtù di una maggiore qualità delle individualità. Hanno sbagliato poco e nulla in difesa e hanno buttato via pochissimi palloni. Da parte nostra c’è stato grande movimento con il quale abbiamo cercato di sopperire alle carenze qualitative. Come ci capita ogni tanto siamo stati poco cattivi sotto porta. Nel finale il Pietramarina ci ha provato in tutti i modi».
Un pari ci poteva stare?
«Viste le occasioni direi di sì. Nel finale conto almeno due o tre occasioni nitide con Apuzzo e Caiazzo e ad inizio ripresa con Lombardi. Ma anche nel primo tempo c’era stata una occasione con Chadi. Bisognava che ci fosse oltre al tanto movimento un po’ più di sostanza».
La differenza è tutta in un rigore che è apparso dubbio?
Più che dubbio direi che non c’era. Visto alla tv si vede chiaramente che non è rigore, ma l’arbitro l’ha vista diversamente. Poteva finire tranquillamente 0-0. Mercoledì ci vorrà un’impresa con la Lucchese, ma siamo tranquilli.
Michele Morabito
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