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Iodase, una vittoria che sa di grande impresa

Iodase, una vittoria che sa di grande impresa

La squadra di di coach Giannelli gioca male il primo tempo, poi reagisce e fa suo il match col Valdarno

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VIAREGGIO

Avversari e avversità assieme sono come una parete verticale da scalare. Insomma, roba che "uno su mille ce la fa". Quell’uno si chiama Iodase, vittoriosa 48-46 sul parquet del Named Valdarno. Nessun facile entusiasmo: di fronte non c’era la squadra più forte del campionato, bensì una che prima della palla a due era avanti di due lunghezze in classifica, ora cancellate. C’erano otto giocatrici a far parte della spedizione valdarnese: tra infortuni più o meno lunghi ed un mercato che in entrata di gioie non ne regala, ogni successo diventa un capitolo del libro “Cuore”. La vecchia guardia è quella su cui ogni allenatore deve puntare nei momenti di maggiore difficoltà e Giannelli così ha fatto: lo zoccolo duro del gruppo non lo ha tradito ed anzi gli ha regalato una gioia ai limiti dell'immenso. Le difficoltà sono emerse tutte nel primo tempo, con la Iodase abbondantemente sotto: tanto volume di gioco, ma pochi canestri. È il solito cruccio di una squadra che così facendo, vanifica i molti sforzi che puntualmente produce. La reazione, quella maiuscola, è arrivata nella ripresa, in coincidenza con un netto calo fisico delle padrone di casa: Tamagnini, Giambastiani, Semplici, Cotalini, le sorelle Sinagra, Gemignani, ognuna di loro ci ha messo del suo ed anche di più per trascinare le compagne alla rimonta ed al successo da thrilling nel finale, con una maggior precisione al tiro nelle fasi cruciali del match ed una voglia, quella di vincere una battaglia sofferta, capace di far gettare il cuore oltre l’ostacolo. Non sarà un blitz che segnerà la svolta in classifica, non risolverà per miracolo i tanti problemi che stanno condizionando la Iodase, ma sarà senz’altro un segnale di fiducia da tenere bene in mente per il futuro. Domenica al "PalaZappelli" arriverà Ghezzano, quella sì squadra di altissimo rango. Se possibile, sarà ancora più difficile di ieri, perché tanto la Tringale sarà fuori ancora a lungo (terza operazione ai legamenti) ed il settore giovanile non potrà fare d'improvviso miracoli. Intanto c'è un precedente, questo, a cui in molti si rifaranno per trovare forze fisiche e mentali che aiutino a superare altre difficoltà. Quel che è certo è che la Iodase il 2012 lo ha cominciato nel migliore dei modi, scoprendosi magari non bella e non ancora pronta per la consacrazione definitiva, ma audace e con un cuore immenso.(g.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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