Il Tirreno

Versilia

Da bomber ad allenatore: la seconda vita (vincente) del «Condor» Bonuccelli

Massimo Guidi
<b>RE DEL GOL.</b> Vitaliano Bonuccelli dopo un gol: ora allena la Fortis
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RE DEL GOL. Vitaliano Bonuccelli dopo un gol: ora allena la Fortis

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 VIAREGGIO. Dal campo alla panchina ma il risultato non cambia. Anche nelle nuove vesti di allenatore, Vitaliano Bonuccelli si è confermato un vincente. Chiamato in estate da Egidio Bicchierai a forgiare la nuova Fortis Juventus, il più grande bomber della storia del Viareggio ha risposto presente con entusiasmo e la formazione di Borgo San Lorenzo (Eccellenza girone B) ha iniziato a volare fin dall'inizio. Alla sosta la squadra di Bonuccelli è al secondo posto a meno tre dalla capolista Fiesolecaldine (però con una gara in meno) ma di sicuro sarà protagonista fino alla fine. Parola del "Condor".  «Il nostro obiettivo è la vittoria ed abbiamo le possibilità per cogliere questo risultato. Purtroppo nelle ultime due giornate abbiamo totalizzato un solo punto anche perché la quadra ha dovuto giocare senza diversi titolari causa infortuni e squalifiche».  Come è stato il passaggio quasi diretto dal campo alla panchina?  «Direi che l'impatto è stato buono grazie anche alla società e al diesse Bicchierai che mi ha voluto in questa avventura. Abbiamo fatto la squadra insieme e mi ha assecondato quando ho scelto alcuni giocatori».  Barsotti, Fommei, Coluccini, Brega. Una squadra che parla il... viareggino.  «Ripeto, sono ragazzi che ho voluto fortemente perché li conosco bene e mi stanno dando una mano così come Michele Fusi, Semboloni e Iacona, altra gente con la quale ho giocato».  A proposito, ma ti senti più allenatore o giocatore?  «Forse sono ancora un po' troppo giocatore e questo può essere un difetto. Però visto che riesco a farmi capire sulle cose che voglio in campo vuol dire che sto entrando anche nella parte dell'allenatore».  Quanto ti manca il campo come protagonista diretto? «Parecchio. Ma ormai ho una certa età e con un legamento che è partito non posso proprio fare più niente. Speriamo di non mettere troppa pancia».  Qual è il tuo credo calcistico?  «Al di là di moduli e numeri, mi piace vedere giocare le squadre organizzate, non quelle che tirano pallonate in avanti».  Una Fortis comunque che predilige il gioco d'attacco visto che avete segnato 43 reti, 35 delle quali dal tandem Brega-Iacona.  «Due attaccanti letali. Sono contento per Brega, un giocatore che ho voluto fortemente e che considerato che è del 1987 è un buon prospetto. E' lui il nuovo "Condor"? Non lo so anche se rivedo in lui molto dei miei difetti di quando ero giovane».

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