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Versilia

Pizza e il vizio del gol «Ora sto più in avanti e mi diverto molto...»

Roy Lepore
<b>CHE GRINTA.</b> Samuele Pizza, centrocampista del Viareggio
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CHE GRINTA. Samuele Pizza, centrocampista del Viareggio

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 VIAREGGIO. Ha segnato il suo secondo gol stagionale Samuele Pizza. Il primo sigillo fu contro il Sorrento nel recupero, rete che fissò il punteggio finale sul 2-2. Domenica con la Reggiana Pizza ha siglato il momentaneo 1-1, che ha dato la carica a tutto il gruppo per raggiungere il 2-1 definitivo grazie alla rete di Cristiani.  Sta diventando un'abitudine andare in gol. Per un centrocampista è importante, sono reti pesanti.  «È andata bene, riesco spesso ad essere nel vivo delle azioni in fase offensiva. Così è più facile segnare».  Il precedente modulo non ti permetteva di andare troppo in avanti, perché dovevi presidiare la difesa, quando c'erano i calci d'angolo con altri compagni che si spingevano in avanti.  «Nell'atteggiamento tattico attuale la mia posizione è più avanzata in certi momenti della partita, quindi ho più occasioni per tirare in porta e trovare il gol, come è avvenuto contro la Reggiana e prima ancora con il Sorrento».  Hai segnato nella stessa porta, quella lato Torre del Lago, che diventa quasi un tuo portafortuna.  «È stata una casualità. L'importante è trovare anche nelle prossime partite opportunità simili e magari altri gol. Ci servono per poterci salvare».  È stato bravo Maltese nel battere un calcio d'angolo, che ti ha permesso di poter colpire il pallone al volo e metterlo alle spalle del portiere della Reggiana.  «L'ho visto arrivare e sono riuscito a colpirlo al volo, è andata bene. Però il merito è di tutti quando uno di noi riesce ad andare in gol, perché la squadra come nel caso della partita di domenica ha dato il massimo per ribaltare una situazione iniziale, che si era messa davvero male dopo il gol di Rossi dopo appena cinque minuti dal via».  Hai avuto il merito di segnare la rete del pareggio, quella che vi ha dato senza dubbio morale, ma come sempre non hai mai mollato, dando l'esempio ai tuoi compagni. In campo si deve lottare e non "camminare", come ha fatto qualcuno.  «Questo è il mio modo di giocare, dare sempre il massimo fino all'ultimo secondo, se poi riesco anche a segnare qualche gol sono felice, prima per il bene della squadra e poi per me».

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