Meteo
Volevo solo aspettare mia figlia Qualcuno desiderava che non rientrassi
David Farran
2 MINUTI DI LETTURA
Ciao a tutti! Volevo chiarire un po' la mia situazione e spiegare come sono andate le cose e più che altro ringraziare a tutti i tifosi, compagni e dirigenti del Cgc. Io dovevo tornare a Viareggio entro il 3 gennaio, ma purtroppo per me il passaporto della mia bimba non arrivava per i problemi con la questura a Buenos Aires che sono stati visti in tutti i telegiornali del mondo. Prima della fine dell'anno ho chiamato io il presidente Palagi per metterlo al corrente di come stavano le cose e che o sarei tornato con la mia famiglia o non sari tornato, perché tornare da solo e aspettare a mia moglie e la bimba senza sapere quando poteva arrivare il passaporto sarebbe stato per me molto difficile e non mi sentivo capace di sopportarlo stare a Viareggio da solo. Quindi in quel momento ho messo al corrente il presidente, cosi poteva decidere se aspettarmi o prendere un altro, perché era ancora in tempo a farlo. In quel momento sono stato sincero perché potevo tranquillamente portare la situazione avanti senza dire niente, fino a che l'unica soluzione fosse stata il mio ritorno. Ma io non sono fatto cosi. Il presidente, ogni volta che parlava con me, diceva che lui voleva solo me, che l'unica cosa che dovevo fare era dargli la sicurezza che appena arrivava il passaporto della bimba io tornavo, anche se fosse stato a febbraio. La mia risposta è stata sempre positiva perche io volevo tornare. Poi all' improvviso ascolto la partita contro il Pordenone tramite internet e vengo a sapere che Enrico era già parte della squadra. Mando una mail al presidente il lunedì dopo quella partita perché il passaporto era già quasi pronto e sicuramente arrivava nel giro di quella settimana o la settimana dopo. Quando il presidente mi risponde mi dice che la situazione era cambiata che non era semplice e che io dovevo rientrare il 3 e che dopo mi chiamava al cellulare. Da lì non ho saputo più niente di niente. Quindi sicuramente qualcuno ha fatto in modo di non farmi tornare e cosi la strada era più facile. Ma io non sono rancoroso: anzi, voglio chiudere questa storia qui, perché ho un bellissimo ricordo da viareggio che come giocatore mi ha fatto sentire vivo e la cosa più bella che mi sono porterò dietro di Viareggio è l'esser parte della storia del Cgc per sempre. Ed era quello che ero andato a cercare, perché la parte economica passava in secondo piano anche se ho lasciato lo stipendio di novembre più il premio della coppa e due mesi della scuola di hockey. Spero di essere stato chiaro. Vi voglio bene, Viareggini!
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google