Il Tirreno

Versilia

Duecento volte Fiale «Cara Viareggio ormai sei casa mia»

Massimo Guidi
<b>NELLA TOP TEN DELLE PRESENZE.</b> Lorenzo Fiale in azione con la maglia del Viareggio e (a sinistra) mentre realizza un calcio di rigore
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NELLA TOP TEN DELLE PRESENZE. Lorenzo Fiale in azione con la maglia del Viareggio e (a sinistra) mentre realizza un calcio di rigore

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 VIAREGGIO. Duecento presenze in campionato. Quanto basta per entrare nella "hall of fame" del Viareggio. Come Alberto Reccolani, Leone Della Latta, Dario Venturi, Remo Bonzi, Gino Lemmetti, Vitaliano Bonuccelli, Alberto Torioni e Avio Tosi.  Da domenica pomeriggio Lorenzo Fiale, il capitano, il "caudillo" della difesa delle zebre, va a fare compagnia a questi giocatori, che in epoche più o meno recenti hanno scritto pagine importanti nella storia a strisce bianconere. Un traguardo simbolico, ma importante, indice di serietà ed attaccamento alla maglia bianconera da parte del ragazzo di Vimodrone, forgiato nelle giovanili dell'Inter da un tipo tosto come "Veleno" Lorenzi. Qualità, che la società del presidente Dinelli ha riconosciuto, prolungandogli il contratto fino al giugno del 2012.  Una storia, quella tra Fiale ed il Viareggio, che inizia il 5 settembre del 1999, quando il difensore prelevato dal Montevarchi fa il suo esordio ai "Pini" contro la Pro Patria.  Allora Lorenzo, che effetto ti fa tagliare il traguardo delle 200 presenze?  «Guarda, non ci avevo fatto nemmeno caso. Me lo ha fatto notare Massimo Moscardini. Comunque, una bella soddisfazione, anche perché negli ultimi anni, assieme al Viareggio, ci siamo tolti parecchie soddisfazioni».  Cosa ricordi dell'esordio in bianconero, avvenuto undici anni. Un esordio con... gol.  «Sì, vincemmo 2-1 con la Pro Patria. Segnai il secondo gol, sfruttando una spizzata di Luconi su azione da calcio d'angolo».  In quella squadra c'erano Gazzoli, Fommei, Fruzza, Reccolani...  «Tutti ragazzi, coi quali ci sentiamo e ci ritroviamo per andare a cena assieme, come con Bonuccelli ed altri».  Insomma, a Viareggio ti sei trovato bene.  «E' diventata la mia città. A Viareggio mi sono sposato e sono nati i miei figli. E' la città in cui vivrò anche dopo avere smesso con il calcio».  Tornando ai gol in bianconero. Qual è quello che ricordi con maggiore soddisfazione?  «Quello contro il Montevarchi, in serie D; vincemmo la partita proprio grazie a quel mio gol al 92'».  Tra i tanti allenatori che hai avuto a Viareggio con quale hai legato di più?  «Nel bene e nel male tutti lasciano una traccia. Se devo fare un nome, dico quello di Aglietti. Un bravo allenatore, destinato a fare una carriera importante. Ha un carattere particolare, ma è persona che ti sa dare tanto dal punto di vista umano. Doti, che ho avuto modo di riscontrare anche in Scienza».  Inutile dire che contro la Ternana ti piacerebbe festeggiare con una vittoria.  «Ci vorrebbe, perché la classifica è corta ed un successo ci farebbe fare un bel passo in avanti. Stiamo giocando bene, ma non ci sta girando per il verso giusto. Le occasioni da gol le creiamo; siamo sulla strada giusta».

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