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La punta si è mossa bene nel tridente di Scienza: «Che rabbia non aver portato via punti»
«Il rigore? Ha fatto un bel tuffo»
Roy Lepore
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IL PENALTY. Galizia mette a segno il 2-1 per la Nocerina D'Onofrio convinto: il penalty non c'era, l'arbitro ci è cascato
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NOCERA INFERIORE. Si è sacrificato moltissimo in fase difensiva, noostante il suo mestiere sia quello di cercare la rete. Per Denis D'Onofrio la soddisfazione di aver disputato una buona prestazione a Nocera, ma il rammarico di non aver portato via punti. D'Onofrio è stato utilizzato dal primo minuto dall'allenatore Giuseppe Scienza nello scacchiere: è stato inserito nel tridente di attacco con Longobardi, autore del gol del vantaggio e Marolda. Importante il suo lavoro anche di ripiegamento per aiutare i compagni. Non ti sei risparmiato, e nella ripresa a metà tempo il mister ti ha sostituito dopo che avevi avuto sui piedi il pallone del possibile due a zero. «Il rammarico più grande che mi rimane - dice - è quello. Purtroppo si è allungato il pallone che mi aveva servito magistralmente Taormina e non sono riuscito a sfruttarlo meglio. Peccato, perché nell'azione di attacco dei padroni di casa è arrivata la rete del pareggio con Castaldo che ha ripreso un pallone che era rimbalzato male a terra di fronte a Pinsoglio». Avete avuto l'occasione per andare in gol, sia prima che dopo il pareggio della Noceerina. Forse non siete riusciti a sfruttare bene le occcasioni che avevate costruito. «Dispiace, perché abbiamo giocato alla pari con la Nocerina su un campo gibboso che non consentiva di controllare bene il pallone. Purtroppo chi non ha visto la partita e commenta solo il punteggio, anche se ancora una volta Televideo non lo forniva giusto, probabilmente esprime giudizi troppo severi nei nostri confronti, invece solo gli episodi hanno determinato il punteggio». A proposito di episodi la Nocerina contesta il gol di Longobardi, giudicando la posizione dell'attaccante in fuorigioco, voi invece recriminate per il rigore concesso ai padroni di casa nel finale della partita. «Secondo me Longobardi era tenuto in gioco da un loro difensore. Sul rigore, invece, che ci ha fischiato contro c'è stata una mischia in area e Fiale non ha toccato Negro che invece ha simulato. L'arbitro, che in precedenza non ci era cascato, questa volta invece si è fatto ingannare ed abbiamo perso muna partita che non ci sta affatto. Dobbiamo fare tesoro di questa esperienza e rimboccarci le maniche subito a partire dalla prossima gara con il Benevento di domenica». Per quanto riguarda la tua condizione fisica dopo l'infortunio a che punto è? «Sono sulla strada buona, anche se devo ancora trovare il top che arriverà con le partite giocate. L'importante è essere riuscito a lasciarmi alle spalle il periodo negativo anche se mi dispiace tanto come i miei compagni avere perso questa partita».
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