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Versilia

Lutto

Addio a Gian Paolo Giovannetti, il pittore che ha raccontato la montagna “incantata” della Versilia

di Matteo Tuccini

	L'artista aveva 78 anni
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L'artista aveva 78 anni

Dagli anni Settanta ha dedicato la sua pittura alla sua terra e ai cavatori delle Alpi Apuane, esponendo anche a Parigi e New York: aveva 78 anni

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FORTE DEI MARMI. È stato il pittore per definizione dell’Alta Versilia: l’artista capace di ritrarre quella montagna “incantata” e i personaggi che popolavano l’immaginario delle sue origini.

Gian Paolo Giovannetti si è spento l’8 ottobre a 78 anni nella clinica San Camillo di Forte dei Marmi, paese dove viveva e aveva lo studio, così come nella località di Fabiano, dove esponeva regolarmente. Era nato nel 1948 a Giustagnana di Seravezza, vicino alla casa dove a suo tempo aveva abitato anche Lorenzo Viani.

Il ricordo

Un destino, quello di Giovannetti, legato all’arte e al territorio che ha sempre amato e onorato. Come ad esempio le opere che omaggiano i cavatori, figura lavorativa storica delle Apuane, e fonte di ispirazione continua. «Con uno stile onesto, pulito e sano – ricorda il critico Lodovico Gierut, che gli era amico – E come diciamo in questi casi, anche se l’artista ci lascia, con grande tristezza per tutti, rimane la sua opera a testimonianza».

Dalla sua biografia si ricorda che Giovannetti aveva insegnato per oltre vent’anni storia dell’arte e lavorazione del marmo nei corsi di formazione professionale, prima con il Comune di Pietrasanta e successivamente con l’amministrazione provinciale di Lucca. Intorno agli anni ’70, «per poter esprimere le sue emozioni anche attraverso il colore», si era rivolto alla pittura.

La biografia di un grande artista

Anche le sue prime apparizioni in pubblico come pittore erano dedicate alla sua terra d’origine, l’Alta Versilia, in modo particolare al paese di Fabiano, dove per un trentennio ha esposto ogni anno le sue opere.

Iniziò a esporre in mostre personali nel 1974 a Carrara e Massa e nel 1975 nel paese del pittore Giovanni Segantini, Arco in Trentino.

Nel 1976 fu a Pistoia e nel ’77 a Parigi. Qui, nella capitale francese, espose in “Rue Guenego – Galerie des Anciens et Modernes”. Affermava di risentire, soprattutto verso sera, le magiche sensazioni nella Ville Lumière «che furono sicuramente anche del maestro Amedeo Modigliani». Dal ’79 aveva abbandonato la scultura e si era dedicato completamente alla pittura, iniziando con una esposizione a New York, in Park Avenue.

Negli anni Giovannetti ha esposto assieme ai grandi nomi dell’arte; per lui anche un’esperienza in consiglio comunale a Seravezza, nelle file del Pci. Il Pd di Seravezza ricorda «Gian Paolo Giovannetti come amico e compagno, come artista puro e originale, come alto rappresentante dell’arte in Versilia, a Seravezza e nella sua Montagna seravezzina. Ci stringiamo accorati alla famiglia e agli amici».

Giovannetti lascia la moglie Anna e il figlio. Sabato 10 alle 10 sarà celebrata la messa in suo onore nella chiesa di Giustagnana.

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