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Il riconoscimento

Laurea a honoris causa a 96 anni a Sandro Luporini: è stato l’altra metà di Giorgio Gaber – «Un genio, orgoglio toscano»

di Rita Lazzaro

	Il rettore Riccardo Zucchi consegna la laurea a Giorgio Luporini 
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Il rettore Riccardo Zucchi consegna la laurea a Giorgio Luporini 

La cerimonia si è tenuta nell’Aula Magna Nuova della Sapienza a Pisa: l’Università gli ha conferito ieri la laurea magistrale honoris causa in Comunicazione, Media, Tecnologie

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VIAREGGIO. Pittore, scrittore, autore teatrale e, insieme a Giorgio Gaber, inventore del Signor G e del Teatro Canzone. Sandro Luporini è una personalità eclettica che, nella sua semplicità, ha lasciato un segno indelebile nell’arte e nella comunicazione. Proprio per questo suo straordinario contributo, l’Università di Pisa gli ha conferito ieri la laurea magistrale honoris causa in Comunicazione, Media, Tecnologie.

La cerimonia

La cerimonia si è tenuta nell’Aula Magna Nuova della Sapienza a Pisa. È stato un appuntamento ricco di emozioni, specchio della profonda stima e del rispetto verso un uomo che oggi, a 96 anni, consegna alle nuove generazioni un’eredità inestimabile, come emerge anche dalle dichiarazioni rilasciate da alcuni promotori dell’evento. «L’iniziativa era nell’aria da tempo, poi si era per qualche motivo arenata e abbiamo deciso di rivitalizzarla», spiega il rettore Riccardo Zucchi. «Lo abbiamo fatto - prosegue - sia perché la laurea honoris causa è lo strumento per ampliare la nostra comunità, sia per accogliere formalmente persone che hanno dato un contributo fondamentale, anche dall’esterno, agli scopi istituzionali dell’ateneo: sviluppare, accrescere e diffondere la cultura in tutte le sue forme».

«Un innovatore»

Secondo il rettore, Luporini ha innovato il mondo dell’arte e della comunicazione. Si tratta di una visione pienamente condivisa anche dagli altri organizzatori, come si evince dalle parole di Chiara Tognolotti, presidente del corso di laurea in Discipline dello spettacolo e della comunicazione: «Luporini è stato una figura centrale del teatro canzone e dello spettacolo del secondo Novecento. Per un corso come il nostro, che lavora sulla comunicazione, sui media e sull’intreccio dei linguaggi, la forma spettacolare da lui creata insieme a Giorgio Gaber è straordinaria: ha rappresentato un momento centrale nella creazione di un nuovo linguaggio comunicativo». Parole che richiamano le osservazioni di Antonio Masala, professore associato del Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere e presidente del corso di laurea magistrale in Comunicazione, Media, Tecnologie: «Luporini è riuscito a rivoluzionare il modo di parlare al grande pubblico, veicolando messaggi complessi. Ha spinto a riflettere su temi profondi accompagnandoli però con l’ironia e la buona musica, poi magistralmente impersonate da Giorgio Gaber. Per questo lo considero un grande innovatore dell’arte e della comunicazione. Con Gaber e Luporini l’individuo e la collettività si saldano. L’individuo non perde la sua individualità, però si realizza in quanto capace di comunicare con gli altri nella sua dimensione umana e artistica: una dote molto rara».

La vicinanza a Gaber 

Gaber e Luporini: due figure che, secondo i promotori dell’evento, hanno lasciato una grande eredità alle nuove generazioni, come sottolinea lo stesso rettore: «Nutro nei confronti di Luporini la massima stima possibile. Il mio è un affetto profondo, legato a ciò che definisco "la storia del Signor G". Quei dialoghi che costituivano l’anima del teatro canzone, interpretati magistralmente da Giorgio Gaber, ma creati dal genio di Luporini, hanno permesso alla nostra generazione di confrontarsi internamente e, cosa ancor più notevole, di avviare un proficuo dialogo intergenerazionale. Poterne discutere con genitori e nonni, in un’epoca in cui tale comunicazione non era affatto scontata, testimonia la straordinaria potenza di una forma espressiva semplice, ma mai semplificatrice».

Un riconoscimento «a un grande protagonista della cultura italiana, ma anche a una figura profondamente legata alla Toscana - dice Cristina Manetti, assessora alla cultura, università e ricerca della Regione -. Da Viareggio, insieme a Giorgio Gaber, Luporini ha contribuito a costruire un linguaggio artistico nuovo, capace di unire musica, teatro, parole e riflessione sulla società. È motivo di orgoglio per la Toscana vedere riconosciuto dall’Università di Pisa il valore di un autore che ha saputo portare la cultura e la creatività della nostra terra ben oltre i suoi confini».

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