Viareggio, addio a Lisandro Ramacciotti: imprenditore con una grande passione per la pittura
Aveva 76 anni, i suoi quadri sono stati esposti in gallerie ed enti pubblici sia in Italia che all’estero: «Il suo era uno stile del tutto particolare e lo si riconosceva subito che erano opere realizzate da lui»
VIAREGGIO. Da tempo era malato e la notte tra venerdì e sabato è deceduto nella sua abitazione di via del Pastore, al Varignano, Lisandro Ramacciotti, 76 anni ex commerciante e imprenditore.
Chi era
Era infatti socio di un mobilificio, ma da sempre ha avuto la passione della pittura, tanto che nella tavernetta della sua casa aveva ricavato uno studio dove eseguiva quadri. Una passione iniziata negli anni Settanta, esponendo in gallerie ed enti pubblici sia in Italia che all'estero. Alla fine degli anni Novanta ha esposto nella Galleria D'Arte Pegaso di Viareggio e Forte dei Marmi, poi ha tenuto una personale alla Galleria Bottega dei Vageri, dove ha esposto poi in diverse occasioni. Ha collaborato inoltre per alcuni anni con la Galleria Spagnoli di Renzo Spagnoli. Sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche quali il Museo "Gai" in Danimarca e il Museo D'Arte Moderna "Lorenzo Viani" di Viareggio. Ha inoltre parecipato a molte Fiere d'arte tra le quali quelle di Forte dei Marmi nelle prime due edizioni, quelle di Padova e di Bologna. Ha esposto in una personale a Parigi e Berlino. È presente anche nel volume "L'arte in cucina" edito da Gorgio Mondadori.
I suoi quadri
Tra i soggetti che preferiva disegnare c'erano le donne. «Il suo era uno stile del tutto particolare e lo si riconosceva subito che erano opere realizzate da lui» ha detto di lui Guido Berti, professore di storia dell'arte e titolare del caffè “Così Com'è" in via Macchiavelli, dove nel 2023 ha esposto un serie di quadri, raffiguranti anche in quel caso donne. Qualcuno ha paragonato il suo stile di disegnare a quadri di Modigliani e per avere iniziato quest'attività come hobby è stato senza dubbio un bel complimento.
Artista autentico, ha fatto dell'arte un mestiere inteso come dedizione e studio, pittura raffinata vicino a un realismo mai descrittivo. Le sue sono state figure stilizzate, perché per lui non era importante la forma, ma il contenuto, cioè l'anima. Un' arte che in qualche modo Lisandro aveva portato anche sui campi di calcio a livello giovanile, dove ha giocato ricoprendo il ruolo di centrocampista nelle squadre dell'Iskra, Dukla e Viola Club.
Il funerale
Questa mattina (29 agosto) a salutarlo nelle sale del commiato della Croce Verde c'erano diversi dei suoi ex compagni di quella squadra davvero forte a livello giovanile, che hanno ricordato che per loro era “Dando”, come lo chiamavano sottolineando che aveva doti non comuni, insomma era davvero un buon calciatore che con loro si è tolto delle belle soddisfazioni. C'era anche Dani Grazioli, ex titolare del bar tabaccheria in piazza Mazzini, dove aveva la sede la squadra del Viola Club.
Lisandro, come la moglie Brunella (prematuramente scomparsa sette anni fa), era tifoso del Milan, come Giulia, una delle due figlie, che lascia insieme all'altra Frida. Era inoltre legatissimo alle nipoti Vittoria e Virginia, per quest’ultima era «il nonno preferito». Era affezionato alla foto che gli ha scattato l'amico fotografo viareggino Giovanni Nardini, ed è quella che abbiamo pubblicato per ricordarlo. Il funerale è fissato per domani (domenica 30 agosto) alle 15,30 nella Parrocchia di San Paolino, dove si sposò. I familiari ringraziano tutti coloro che hanno manifestato la loro vicinanza in questo momento di tristezza e forte dolore.
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