Viareggio: addio ad Angelo Cupisti, una vita dedicata all’hockey su pista e al karate
Ha lavorato alla Telecom fino alla pensione ma era lo sport la sua vera passione. Per il Tirreno ha seguito per oltre 40 anni le vicende del Cgc Viareggio
VIAREGGIO. Se ne è andato in punta di piedi, come era suo costume fare, senza il clamore che avrebbe meritato per la passione che ha messo in tante cose che ha fatto nel corso della sua vita. Angelo Cupisti, 75 anni, nostro collega, amico e storico collaboratore de Il Tirreno per oltre 40 anni, ci ha lasciato.
Dipendente della Telecom, ha girato varie sedi in giro per l'Italia da Viareggio a Genova fino a Firenze. È andato in pensione dopo anni di sacrifici, perché ha passato tante ore in treno per i suoi trasferimenti e per fare il pendolare alzandosi alle cinque di mattina per tanti anni. Allo stesso tempo però aveva l'hobby di scrivere e del giornalismo in particolare, e così compatibilmente con gli impegni di lavoro ha seguito per tantissimi anni e fino all'anno scorso le sorti dell'hockey versiliese, in particolare del Cgc Viareggio, con un occhio di riguardo che però non è mai mancato anche per le altre squadre del territorio. È stato per il nostro giornale anche inviato all'estero per raccontare le esperienze – le prime in senso assoluto – del Cgc Viareggio in Portogallo, rimanendo poi in contatto con diversi dei giocatori stranieri che hanno militato con i bianconeri e con i quali, quando tornavano in Italia, facevamo assieme rimpatriate, dato che con Angelo abbiamo condiviso davvero tanti anni al seguito dell'hockey cittadino con molti sabati trascorsi sulle tribune del PalaBarsacchi di Viareggio.
Sempre insieme alla moglie Rosita, sua compagna da una vita (si erano conosciuti sui banchi di scuola dell'istitiuto tecnico “Carlo Piaggia” in Darsena), è stata lei che incredula come tutti noi ci ha raccontato come abbia fatto davvero troppo presto Angelo a lasciarci. «Nel maggio scorso ha avuto i primi sintomi di quella che poi è stata la malattia che purtroppo lo ha portato alla morte (oggi pomeriggio, ndr) nella nostra casa al Campo d'Aviazione. È stato ricoverato all'ospedale Versilia dove hanno diagnosticato dopo i vari esami il grave problema che aveva e che non gli aveva dato prima avvisaglie. Ma nonostante le cure non è riuscito a farcela, anche perché ormai era troppo tardi quando la malattia è stata scoperta. Non credevamo davvero che in così poco tempo ci fosse questo triste epilogo – racconta Rosita – anche se ci avevano in qualche modo preparato, ma non vuoi mai crederci fino a quando purtroppo non avviene davvero». Da domani (12 agosto) sarà presso la Croce Verde in via Garibaldi.
Oltre all'hockey su pista, Angelo aveva la passione per arti marziali: ha frequentato la palestra Budokan del maestro Francesco Romani insieme a Luciano Meccheri, altro nostro collega del Tirreno che ci ha lasciato di recente. Erano amanti di questo sport entrambi e Angelo conosceva anche maestri di questa disciplina con i quali si intratteneva quando poteva. Ha scritto alcuni libri sull'hockey su pista ed è stato premiato meritatamente per quello che ha dato per questo sport dalla Federazione. Era anche un grande appassionato di Ligabue e della sua musica.
Siamo increduli che “Angelino”, come lo chiamavamo affettuosamente, non sia più con noi. Un abbraccio con tutto il cuore alla moglie Rosita, ai figli Valerio e Giulia e ai parenti tutti. Con oggi la nostra città e lo sport viareggino perdono una bella persona, competente e amante di tutto quello che faceva con impegno e dedizione. Ciao Angelo.
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