Lido di Camaiore, lo storico Amadeus rinasce come Milã: il nuovo locale e la scommessa di tre giovani
Completamente rinnovato, tredici le assunzioni fatte: «Abbiamo subito deciso di buttarci in questo bellissimo progetto»
LIDO DI CAMAIORE. Quel locale, prima, lo frequentavano da clienti; già allora avevano visto le sue potenzialità. Poi, quando hanno saputo che il proprietario voleva vendere e chiudere, si sono subito detti: «Sì, prendiamolo, è un’occasione che non possiamo perdere».
Chi sono
Così, per mano di tre giovani, l’Amadeus, storico protagonista della movida versiliese, s’è trasformato ed è diventato Milã, lungo il viale Colombo all’incrocio con via del Fortino, a Lido di Camaiore. «Per il nome ci siamo ispirati a un locale a Miami, poi è di impatto, e così si chiama anche la mamma di Giulio e Mirko, gli altri due compagni di avventura», spiega Edoardo Bertolozzi, uno dei tre soci che adesso gestiscono il nuovo locale, freschissimo d’apertura (martedì scorso). Lui è il più giovane: ha 22 anni. Gli altri due, per l’appunto, sono Giulio e Mirko Cipollini, rispettivamente 34 e 42 anni.
Il trio non è nuovo nel mondo dei bar e ristoranti: «Siamo della Garfagnana e a Castelnuovo – aggiunge Bertolozzi – abbiamo un bar ristorante, L’Antico Caffè Tognini. Quando abbiamo saputo che l’Amadeus avrebbe chiuso, circa un anno fa, abbiamo subito deciso di buttarci in questo bellissimo progetto». Tredici le assunzioni fatte: persone del posto, dai 20 ai 60 anni (solo due “ereditate” dall’Amadeus).
Il via
Martedì scorso «è stata un’inaugurazione bellissima, c’era davvero tanta gente, dalla Versilia ma anche dalla Garfagnana. E già stanno arrivando numerose prenotazioni, soprattutto per il fine settimana», dice Bertolozzi. Per questo traguardo ci sono voluti un bel po’ di mesi. «Abbiamo rinnovato tutto, sia l’interno, sia l’esterno: abbiamo ampliato la cucina, cambiato tutti gli impianti, rifatto i bagni. Non è rimasto nulla del vecchio locale», elenca Bertolozzi. Tutto è stato curato nei minimi dettagli, a partire dall’abbinamento dei colori; soprattutto verde e legno, con tante piante. «Abbiamo ricreato uno stile jungle. Solo per fare un esempio, abbiamo un tavolo centrale – dice il socio – con un ulivo nel mezzo». Senza dimenticare «il bancone verde agave con alcune parti in marmo calacatta».
I dettagli
Ed è, soprattutto, un locale versatile, che cambia luci e atmosfere a mano a mano che il giorno scolora e lascia il passo alla sera e alla notte. «Siamo aperti tutti i giorni, anche d’inverno – spiega Bertolozzi – dalla mattina alle 7, con i servizi di caffetteria e pasticceria, passando al menu pranzo, con proposte fresche fatte dallo chef, per arrivare al pomeriggio con il servizio bar fino agli aperitivi, uno dei nostri punti di forza con cocktail signature realizzati da due bartender di grande esperienza (uno arriva da Madrid), ma anche pietanze da condividere».
Si arriva alla cena. «Rispetto al vecchio Amadeus – spiega Bertolozzi – abbiamo implementato questo momento, con una ristorazione di alto livello grazie a una brigata di quattro persone». Dopo, via con il cocktail bar «fino alle due di notte. Abbiamo un impianto che ci permette di abbassare le luci a seconda della giornata, con due postazioni bartender e circa 200 etichette tra vino e champagne per ogni esigenza. È un locale accessibile a tutti come prezzi, però come ricercatezza la fascia è medio-alta. Vogliamo offrire quello che anche noi cercavamo, un luogo che accolga le persone con servizi di qualità a prezzi giusti».
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