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Blackout a Forte dei Marmi, un dossier per chiedere i danni d’immagine

di Angelo Petri e Luca Basile
Un maxi-generatore
Un maxi-generatore

L’annuncio del sindaco Bruno Murzi dopo quanto successo nella giornata di domenica 19 luglio: «Raccoglieremo le denunce dei privati...»

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FORTE DEI MARMI. Clienti degli alberghi extralusso che se ne vanno sbattendo la porta rifiutando di pagare, bar e ristoranti assediati senza poter fare qualcosa per la clientela (e senza nemmeno essere in grado di riscuotere) e tanta merce alimentare (pesce, carni, prelibatezze e cibi delicati e deperibili) a rischio di finire nella spazzatura per centinaia di migliaia di euro di danni. Anche se è opinione comune, a partire dal sindaco Bruno Murzi, che il danno più grosso Forte dei Marmi l’ha subito come immagine rivelandosi una città non in grado di “alimentare” il proprio mito.

È questo il resoconto sommario della domenica da incubo della Forte dei Marmi dei vip, che ha vissuto momenti tremendi senza contare i semafori spenti e la gente che entrava nella Ztl non vedendo gli alt luminosi e mettendo a rischio anche chi passeggiava. Invece il caldo e il sovraccarico di cinque linee di media portata hanno firmato un blackout spietato, in molti casi durato anche oltre 10 ore, che ha messo a nudo le peggiori fragilità del paese.

Il settore alberghiero di eccellenza è stato il primo a capitolare. Negli hotel iconici, dove ogni servizio è solitamente un lusso pagato a caro prezzo, sono esplose le proteste.

Le voci

A raccontarcele è Paola Corchia, presidente di Federalberghi, che annuncia una richiesta danni a nome dei propri associati. «Negli alberghi più prestigiosi alle soglie di Roma Imperiale – racconta Corchia – l'atmosfera è diventata irrespirabile. Molte camere sono state abbandonate da turisti inferociti e stupiti perché qui quasi nessuno ha un proprio generatore». Lo stesso Corchia riferisce di ospiti pronti a partire senza saldare il conto: «Si rifaccia col Comune», la minaccia ricorrente. Il paradosso ha poi alimentato la rabbia: gli ospiti dei superlusso guardavano con invidia dalle loro finestre buie le luci accese di altre strutture alberghiere della zona, collocate casualmente su linee elettriche differenti. Una disparità che ha reso ancora più arduo il compito del personale, impegnato in una gestione di crisi senza precedenti.

L'allarme lanciato da Alessandro Bindi presidente dell’Associazione Commercianti descrive invece un bollettino di guerra commerciale. La domenica è infatti il giorno del “tutto esaurito” nei magazzini, e il blackout ha colpito nel momento peggiore. Ristoranti e gelaterie hanno poi dovuto svuotare i frigoriferi.

«Sentiremo l'Asl per capire cosa dobbiamo fare con le merci, ma il rischio che ingenti quantitativi di carne e di pesce finiscano nella spazzatura è alto – spiega Bindi – in certi casi i frigoriferi sono rimasti spenti per troppe ore. Per non parlare dei gelati, diventati poltiglia sotto gli occhi dei gestori». Ma c’è dell’altro. «Anche i vini prestigiosi, custoditi in cantine a temperatura controllata – racconta Bindi – hanno subito shock termici che minacciano etichette dal valore inestimabile». E infine, con i POS fuori uso, non è stato possibile concludere le poche vendite fattibili. «Difficilissimo – ha concluso il presidente dei commercianti – fare ora una stima dei danni, ma certo – rivela – la cifra può essere molto ingente».

Pure sul litorale la situazione è stata surreale. Stefano Giannotti (presidente dei Balneari) racconta di stabilimenti paralizzati: senza corrente, con i turisti giornalieri costretti a riprendere la via di casa «con la sabbia tra le dita dei piedi e il sale addosso, impossibilitati a fare una doccia, ai quali «abbiamo dato l’Iban sperando che mandino i bonifici». Senza contare tutte le feste serali per la finale del Mondiale saltate per mancanza di corrente.

«Meno male che con l’ultima comunicazione (lunedì 20 luglio alle 11 circa, ndr) E-Distribuzione mi ha comunicato di aver rialimentato le 4mila utenze colpite dal blackout e di operare per riparare la rete. Ma c’è gente su via Duca d’Aosta, via Carducci, via Piave e piazza Marconi e zone vicine – chiosa il sindaco Bruno Murzi – che la corrente l’ha riavuta solo ieri mattina. Con la Protezione Civile, comunque, domenica sera abbiamo setacciato il paese per assistere i disabili o chi dipende da macchine salvavita e ventilatori polmonari». E il sindaco svela un retroscena.

«A novembre avevamo offerto a E-Distribuzione di alienare dei terreni comunali per nuove centraline – rivela Murzi – ma non abbiamo mai ricevuto risposta. Adesso partiremo presto con un confronto per vedere cosa intendano fare per evitare il replicarsi di queste situazioni. Intanto posso dire che il Comune sta già raccogliendo le denunce dei privati – spiega Murzi – per allestire un dossier volto a ottenere il risarcimento per il danno d'immagine subito dal paese».

E mentre i giganteschi generatori d'emergenza disposti da Enel continuano a ronzare in tutto il centro del Forte, il paese e gli imprenditori guardano adesso con terrore ai prossimi fine settimana.

Qui Strettoia

Disagi e problemi, sempre nella giornata di domenica, anche nella zona di Strettoia (comune di Pietrasanta) dove il blackout ha accomunato centinaia di utenze. Stop, infatti, all’energia elettrica in via delle Mimose, via del Pergolone, via Casone, Montiscendi, via Romana (giusto per citare alcune zone), ma case al buio e senza la possibilità di fare ricorso agli elettrodomestici anche nel comune di Seravezza: Ripa, Marzocchino, Cafaggio. «La luce inizialmente andava e veniva. Poi lo stop è durato ore» la segnalazione arrivata via social da molte famiglie. «In realtà abbassamenti di tensione e linee elettriche in tilt sono una costante da tempo per molti di noi utenti» rilanciano da Strettoia, come a dire che la problematica dello scorso fine settimana “certifica” un disservizio datato in alcune località.

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