La sentenza
Pietrasanta, revocato il divieto di balneazione: via libera ai tuffi a Fiumetto
Il tratto di mare interessato, circa 150 metri, includeva quattro stabilimenti balneari. Il sindaco: «Ecco le possibili cause»
PIETRASANTA. Torna balneabile, nel breve volgere di poche ore, il mare di Fiumetto.
E così dopo lo stop ai tuffi di due giorni fa, come da ordinanza sindacale in seguito agli sforamenti dei valori di escherichia coli ed enterococchi intestinali certificati da Arpat, nella giornata di oggi – 25 giugno – è arrivato l’esito delle controanalisi, sempre effettuate da Arpat. Esito che ha portato, come da premessa, alla revoca immediata del divieto di balneazione.
«A seguito dell'esito favorevole dei nuovi campionamenti effettuati nella giornata di mercoledì 24 giugno dall'agenzia regionale Arpat, è stata revocata con effetto immediato l'ordinanza che vietava temporaneamente la balneazione nel tratto di mare compreso fra la foce del Fosso Fiumetto e, in direzione Viareggio, fino ad alcuni metri prima di via San Giovanni Bosco. Dopo le non conformità rilevate da Arpat presso la stazione di monitoraggio Fiumetto Sud nei campionamenti routinari di lunedì 22, l’amministrazione comunale, attraverso gli uffici preposti, aveva subito attivato la procedura di richiesta di inquinamento di breve durata per l'esecuzione delle controanalisi in tempi rapidi» fanno sapere dal municipio.
Il tratto di mare interessato dal divieto, circa 150 metri, includeva quattro stabilimenti balneari. Sullo sfondo resta però una problematica mai veramente risolta: quella che vede gli stabilimenti balneari che si trovano proprio nei pressi della foce del Fiumetto, sia a sud che a nord, troppo spesso finire sotto la scure dei divieti di balneazione.
«Questo divieto – aveva detto il sindaco Alberto Giovannetti nei giorni scorsi – ci ha colto di sorpresa: solitamente gli sforamenti sono dovuti a episodi di maltempo, ma non è successo niente di tutto questo e quindi ci viene da pensare che a causare il problema in mare sia stato uno sversamento nel fosso da parte di un privato o ancora la presenza di animali. Abbiamo avviato una serie di verifiche per risalire ai responsabili: certi episodi, questo è l’auspicio, non devono ripetersi». Anche se più che di fatti episodici bisognerebbe parlare di situazioni note che si ripropongono da anni e questo nonostante lo sventolio della Bandiera Blu che certifica, o dovrebbe certificare lo stato di salute ambientale del litorale marinello.
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