La sentenza
Giannutri, sbatte la testa sugli scogli: «Caduto per colpa delle alghe»
Grave un turista, le parole di un residente: «Un punto pericoloso mai sistemato». Allertato anche l’elisoccorso Pegaso
ISOLA DEL GIGLIO. È grave un turista di 67 anni che stamattina, 25 giugno, intorno alle 12,50 è caduto dal vecchio molo riportando un trauma cranico e facciale.
Cos’è successo
L’uomo stava camminando sul molo quando, per cause in corso di accertamento, è scivolato sbattendo il volto gli scogli sottostanti. Chi era presente parla di alghe che non avrebbero permesso all’uomo di vedere che il camminamento era insidioso.
L’impatto è stato violento. Il turista è stato prontamente soccorso da un volontario della Croce rossa del comitato Orbetello - Costa d’Argento, di cui è presidente Michele Casalini, che presidia l’Isola di Giannutri con i suoi volontari ogni anno durante la stagione estiva quando le presenze aumentano. È stato allertato anche l’elisoccorso Pegaso anche perché le condizioni del sessantasettenne sono apparse subito gravi per i traumi riportati. L’ambulanza della Cri lo ha portato alla piazzola dov’è atterrato Pegaso che poi lo ha trasportato all’ospedale Le Scotte di Siena.
Il racconto del residente
Non è la prima volta che un turista cade da quel vecchio molo ormai ammalorato.
«Sono molti purtroppo quelli che nell’arco degli anni sono caduti in quel punto – racconta a nostro taccuino un abitante dell’isola – e tutti hanno riportato ferite gravi. Ma non c’è solo il molo in quelle condizioni – aggiunge l’isolano – Anche una scaletta che dovrebbe servire ai turisti è crollata e adesso è inagibile. A Giannutri è così e non sembra interessare a nessuno lo stato di incuria in cui versano alcune zone dove arrivano o transitano i turisti. Noi dell’isola ci chiediamo che il vecchio molo, la scaletta saranno mai rimesse a posto. Sono molte le persone che sono cadute dov’è caduto il turista oggi, ma nessuno ha mai fatto nulla. Purtroppo non sono stati episodi sporadici e tutti sono risultati gravi. A qualcuno poteva venire in mente di intervenire. Ci vuole cura per un’isola come la nostra. Speriamo che l’uomo si possa rimettere al più presto. Nel frattempo – conclude il residente – noi speriamo che qualcuno raccolga le nostre segnalazioni delle cose che non vanno e che sono pericolose per chi arriva sull’isola».
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