Versilia, Oscar della ristorazione 2026: il locale dell’anno, il miglior chef e il top in sala
Dalla Sciabola al Basilico Fresco, al Paradis consegnati gli Oscar della tavola. Premio eccellenza italiana a Enrico Bartolini
PIETRASANTA. Non un tappeto rosso ad ammorbidire il passo agli oscar della ristorazione versiliese, bensì il manto erboso del Paradis Agricole in cui si è consumato l’antipasto diffuso per gli oltre duecento gourmet presenti all’incoronazione dei magnifici quattro.
Così lunedì Versilia Gourmet ha eletto il suo paladino della cucina (Alessandro Ferrarini dello Sciabola di Forte), il più bravo in sala (Andrea Salvatori di Da Gigi a Marina di Pietrasanta), il miglior ristorante (Osteria del Mare a Forte), il riconoscimento alla carriera (Giacomo Pezzini del Basilico Fresco di Torre del Lago).
E come si addice ai premi di ampio respiro, c’è stato anche il momento per omaggiare un’eccellenza nazionale: in questa sedicesima edizione il toscano Enrico Bartolini dalle quattordici stelle Michelin appuntate sullo sparato conquistate nel tempo fra i locali di Milano, Oltrepò Pavese da cui partì giovanissimo, Castiglione della Pescaia, Venezia, Monferrato.
«Pur insofferente di fronte agli orari rigidi in cui da bambino mi facevano frequentare la spiaggia della Versilia – rammenta lo chef del Mudec di Milano – i ricordi legati a questa terra in cui la ristorazione nel tempo è decisamente cresciuta restano molto piacevoli. Ai tanti colleghi presenti muovo il consiglio di essere ancora più orgogliosi del sapere condiviso perché quello della Versilia può diventare un vero e proprio brand della ristorazione».
A consegnargli la scultura in marmo di Carrara raffigurante le posate che si inseguono a spirale, c’era la direttrice de IlGusto.it Eleonora Cozzella, versiliese di adozione, che ha commentato: «La cucina versiliese è per tutti i gusti e di grande esperienza gastronomica. Questa terra ha una marcia in più perché si è fatta specchio di un territorio dove in pochi chilometri trovi mare, campagna e montagna – ha sottolineato la giornalista, presidente della sezione italiana The World’s 50 Best Restaurants – e il legame al passato non è un peso bensì uno slancio verso il futuro».
Numerosi i ristoratori presenti: dal decano Romano Franceschini con il figlio Roberto che ad aprile ha festeggiato i sessant’anni di attività ai fratelli Vaiani di Forte a cui è andato il premio per la migliore insegna dell’anno, Michele Marcucci con la sua polpettina fra gli antipasti, Filippo e il baccalà, Andrea Maggi e Maurizio Marsili con la polentina del Pesciolino Briaco e poi Riccardo Santini, il giovane Leonardo Barsotti del Buonamico la lista è davvero lunga e festosa per questo evento ideato da Gianluca Domenici che nel tempo ha saputo farsi strada nel cuore di appassionati ed operatori del buon cibo. Perché come ha sottolineato Bartolini: «Certe iniziative non esisterebbero se non ci fosse qualcuno che si spacca la schiena».
Riuscita la nuova formula della serata con le nove postazioni di antipasti nel giardino mentre i sommelier Fisar proponevano sedici etichette Franciacorta al calice, dopodiché tutti a sedere nella suggestiva serra del Paradis Agricole dove sono stati serviti il risotto alle rape rosse, gorgonzola e noci di Bartolini seguito dalla delicata ombrina con le primizie dell’orto ed emulsione di frutti di mare dello chef di casa Alessio Bachini, autore anche del dessert a base di fragole, vaniglia, verbena e basilico.
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