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Ballottaggio a Viareggio, Sara Grilli avanti. Ma è davvero lei la favorita? Prove di dialogo fra Maineri e Marcucci

di Claudio Vecoli

	Da sx Sara Grilli e Federica Maineri
Da sx Sara Grilli e Federica Maineri

Meno di 1.200 voti separano la “delfina” di Del Ghingaro dalla candidata del centrosinistra. Qual è lo scenario che si profila in vista del ballottaggio del 7-8 giugno

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VIAREGGIO. Milleecentosessantuno voti. È il vantaggio in termini assoluti che, ultimato il conteggio dei voti al primo turno, la candidata dei civici e del centrodestra unito Sara Grilli può vantare su Federica Maineri, sostenuta dal centrosinistra in blocco. Un distacco che, in percentuale, equivale al 4,12%. Un “tesoretto” non marginale, ma che – in vista del ballottaggio del prossimo 7 e 8 giugno – è tutt’altro che rassicurante per la “delfina” del sindaco uscente Giorgio Del Ghingaro. E che lascia la corsa alla fascia tricolore ancora apertissima (Qui tutte le preferenze).

Se infatti Sara Grilli parte avvantaggiata dai numeri concreti di chi l’ha già votata al primo turno (e infatti il mantra che circola in casa dei civici e del centrodestra è quello di riportare intanto tutti gli elettori alle urne anche al secondo round), al comitato elettorale di via Cesare Battisti sono ben consapevoli che questo primo obiettivo potrebbe non bastare. Intanto perché una cospicua quota dei voti raccolti da Paolo Annale al primo turno (1.574 voti, pari al 5,6%) potrebbero essere dirottati sulla candidata del centrosinistra se non altro per evitare che torni a governare (anche) il centrodestra. E questo già riporterebbe in equilibrio la contesa da un punto di vista numerico. Ma a preoccupare ancora di più lo schieramento che sostiene Sara Grilli è soprattutto lo spettro di una quale forma di accordo fra il “campo largo” del centrosinistra che sostiene Federica Maineri e la candidata sindaca Marialina Marcucci (uscita sconfitta al primo turno, ma con una dote pesantissima di 7.753 voti). E il dialogo che si sta imbastendo proprio in queste ore sull’asse Maineri-Marcucci rendono lo scenario tutt’altro che improbabile. Del resto, fin dalla sua discesa in campo lo scorso marzo, la presidente della Fondazione Carnevale ha sempre dichiarato di presentarsi alle elezioni come indipendente di centrosinistra e dunque sembrerebbe quasi naturale un avvicinamento fra i due “poli”. A quel punto le forze in campo – almeno teoricamente – si ribalterebbero a tutto vantaggio di Federica Maineri, che da sfidante si trasformerebbe in favorita.

Ma è davvero questo lo scenario che si prepara? Il “campo largo” che sostiene Federica Maineri ovviamente spera nel sorpasso. Ma in politica le fredde regole dell’algebra non hanno mai funzionato. E ancor meno sembrano applicabili allo “strano caso” viareggino dove – è bene ricordarlo – le tre principali sfidanti provengono dal Pd ed hanno tutte avuto un passato (chi burrascoso, chi al miele) al fianco del sindaco uscente Giorgio Del Ghingaro. Ma non è tanto la storia personale e politica delle due ballottanti a rendere complessa (se non impossibile) ogni previsione. La vera incognita che rende la sfida incerta la sfida riguarda il profilo dell’elettorato che al primo turno ha scelto Marialina Marcucci. Anche se non esistono riscontri “scientifici” e men che meno studi sui flussi elettorali, non è detto che chi domenica e lunedì ha messo la croce sul nome dell’ex presidente del Carnevale, al ballottaggio sia disposto a “virare” verso il centrosinistra anche di fronte ad un accordo elettorale (che sia o meno un apparentamento formale come vorrebbero i marcucciani). E non a caso alcune delle sezioni dove la coalizione di Viareggio mon amour è andata meglio sono in quartieri-roccaforte del centrodestra come il Marco Polo o il centro. Insomma, immaginare un travaso automatico di voti dell’elettorato di Marialina Marcucci verso Federica Maineri potrebbe rivelarsi un azzardo.

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