Pomezzana piange i coniugi morti nella scarpata: trovati dal nipote dopo ore di ricerche – «Erano legatissimi al borgo»
Stazzema, difficile capire perché la loro auto sia finita nel canalone. La coppia era molto conosciuta: «Perdiamo la memoria storica»
STAZZEMA. Una lunga giornata di ricerche che ha tenuto col fiato sospeso la comunità di Pomezzana, piccola frazione arroccata tra i boschi del Comune di Stazzema. Ma l’esito è stato tragico. Corrado Lorenzi, 87 anni originario di Stazzema, e la moglie Fortunata Moriconi, 88 anni, originaria di Camaiore ma della vicina località di Sutriana vicino a Tre Scolli, sono stati ritrovati privi di vita nel tardo pomeriggio di venerdì, dentro la loro utilitaria, precipitata in un canalone ad alcune decine di metri dalla sede stradale, nascosta dalla fitta vegetazione.
Gli abitanti più anziani del borgo
Corrado Lorenzi era una figura radicata nella memoria collettiva di Pomezzana. Muratore in proprio, era uno degli abitanti più anziani del borgo, custode di una storia locale che conosceva nei minimi dettagli. «Era una di quelle memorie storiche — racconta Diego Polidori, compaesano — che se chiedevi cosa era successo anni fa, sapeva risponderti per filo e per segno. Era divertente parlarci perché sapeva di tutto. Una persona pacata e misurata. Li avevo visti domenica, tutti e due, e stavano molto bene. Sono davvero dispiaciuto per questa tragedia». Fortunata, proveniente da un gruppetto di case proprio sotto l’alpeggio di San Rocchino, era una donna dedita alla famiglia e alla terra.
L’azienda agricola
La coppia aveva avviato insieme l’azienda agricola Il Paesaggio, dove per anni hanno anche vissuto e lavorato, prima di trasferirsi in paese con l’avanzare dell’età. Poi l’azienda agricola è passata alla figlia Monica e al marito Vittorio che oggi gestiscono con successo. Tuttavia, anche in anni recenti, i due anziani non avevano perso il legame con la montagna e soprattutto con la figlia Monica e il genero Vittorio. Corrado era solito salire lassù per dare una mano, con la semplicità di sempre. «Ci trovavamo spesso al Ristorante Albergo La Pania a Pontestazzemese, oppure al bar Luciana a Mulina — ricorda commosso Graziano Agostini, che con Corrado aveva stretto nel tempo una amicizia — e quando giocavano i nostri nipoti, sono andato su a trovarlo anche all’alpeggio di San Rocchino. Andava spesso lì ad aiutare, a pelare le patate che coltivavano, e su questo ci scherzavamo sempre. Ora so che mi mancherà qualcosa ogni giorno, quando tornerò in quei posti dove lo incontravo».
La scomparsa e le ricerche
L’ultimo avvistamento della coppia risaliva alla mattina di giovedì 21 maggio. Il silenzio delle ore successive aveva fatto scattare l’allarme tra i familiari, che nel pomeriggio avevano allertato i soccorsi. Per tutto il pomeriggio della giornata del 22 maggio, una vasta macchina di ricerca ha battuto in lungo e in largo fra la strada per Pomezzana e San Rocchino: la stazione di Querceta del Soccorso alpino e speleologico, i carabinieri, i vigili del fuoco e i militari del soccorso alpino della Guardia di Finanza hanno lavorato senza sosta, senza però riuscire a localizzare il veicolo.
Trovati dal nipote
A fare la scoperta tragica è stato alla fine un familiare: il nipote Raffaele, figlio di Monica e Vittorio, che ha notato un vuoto nella vegetazione in corrispondenza di un tornante di una strada secondaria che conduce nella parte retrostante del borgo. Scorgendo in fondo alla scarpata la sagoma dell’auto, cappottata, non ha avuto dubbi. Le operazioni di recupero complesse a causa dell’asperità del terreno e della profondità della scarpata. I soccorritori hanno lavorato fino a mezzanotte, illuminati dalla torre faro dei vigili del fuoco, operando in costante cordata. Difficile capire cosa sia successo: forse un malore.
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