Consigli utili
Elezioni a Viareggio, Christian Marcucci: «La sicurezza è la mia priorità. Al momento è quasi inesistente»
«Mia moglie in corsa col centrodestra a sostegno di Grilli? Dall’esterno può sembrare anomalo, ma il nostro rapporto ne esce rafforzato»
Il quinto appuntamento in ordine alfabetico con le interviste ai candidati sindaci alle prossime elezioni è insieme a Christian Marcucci, sostenuto dalla lista “La Rinascita”.
Quando e dove è nato? Dove è residente? È sposato ed ha figli?
«Sono nato il 7 agosto 1978 a Viareggio dove risiedo. Sono sposato e ho due figli che si chiamano Manuel e Gabriele».
È iscritto o è stato iscritto a qualche partito politico? È iscritto a qualche associazione? Se sì, a quali?
«Sì, sono iscritto al partito Democrazia Sovrana Popolare e sono il coordinatore provinciale di Lucca. Non sono invece iscritto ad alcuna associazione».
Che partito ha votato alle ultime elezioni politiche?
«Fratelli d’Italia, dato che all’epoca ne facevo parte».
Cosa ha votato all’ultimo referendum costituzionale?
«Sì».
Attualmente che lavoro fa?
«Rappresentante nel settore dentale».
Quanto ha denunciato nell’ultima sua dichiarazione dei redditi? Possiede immobili o fabbricati?
«Ho dichiarato 17.728 euro. Possiedo una umile casa, ma non sarà mia fino al pagamento dell’ultima rata del mutuo, per cui ne avrò per qualche anno».
Ha mai usufruito di un condono edilizio? E di un condono fiscale?
«No».
I CONTENUTI DEL PROGRAMMA
Qual è il punto del suo programma elettorale al quale tiene di più?
«La sicurezza per la città, dato che al momento è quasi inesistente».
Qual è la prima delibera che adotterà se vincerà le elezioni?
«Mettere in campo tutti i mezzi possibili a una amministrazione comunale per aumentare la sicurezza sul territorio».
Uno dei temi caldi della campagna elettorale è quello relativo all’asse di penetrazione. Può dirci chiaramente da dove dovrebbe passare secondo lei?
«Secondo il nostro pensiero, prima di dire se a nord o se a sud dello stadio, sarebbe utile valutare con tecnici specializzati se c’è la possibilità di sfruttare la viabilità esistente e dare ugualmente una soluzione, con il minor impatto ambientale possibile».
Nautica. Asse di penetrazione a parte, cosa propone per andare incontro alle esigenze della cantieristica e di chi ci lavora?
«La nautica è importante per Viareggio e proporrei un tavolo di confronto dove ascoltare le varie problematiche ed esigenze, in modo da collaborare insieme per portare soluzioni utili e concrete».
Sicurezza: qual è un primo provvedimento che adotterebbe per rendere più sicura la città?
«La prima cosa da fare è ammettere che a Viareggio c’è un problema di sicurezza, dato che in questi anni l’attuale sindaco ha sempre negato il problema. Successivamente parlare con i vertici delle forze dell’ordine e insieme creare un piano concreto per contrastare la microcriminalità che sa invadendo il nostro territorio».
Lavori pubblici: ci indica tre opere prioritarie alle quali metterà mano per prime?
«Serve un piano per la riqualificazione di strade e marciapiedi e per migliorare le zone degradate anche nella frazione di Torre del Lago e nei quartieri periferici».
Turismo: nella sua visione di città turistica, vede Viareggio più come una città per famiglie dove riposarsi e trovare tranquillità oppure più votata a iniziative che attirino maggiormente i giovani?
«Attualmente è più una città per famiglie, ma va incentivato anche un turismo giovanile».
Torre del Lago: l’unica frazione di Viareggio si sente trascurata. Cosa farà per rilanciarla?
«Qualche cosa è stato realizzato, anche se non in maniera logica. Oltre ai vari lavori pubblici che da anni non vengono fatti, va valorizzata l’intera frazione a 360 gradi».
Parcheggi: in città sono praticamente tutti a pagamento, ma di fatto non esiste un sistema di posteggi scambiatori integrato con la mobilità pubblica. Manterrà la situazione così com’è o propone di modificare qualcosa?
«Quello dei posteggi è un grosso problema per la nostra città, quindi vanno ampliati i parcheggi scambiatori con navette che portino nelle varie zone della città, eliminando gli attuali autobus ingombranti e obsoleti. Per quello che riguarda invece i posteggi a pagamento, dato che è previsto che vi siano un certo numero di stalli liberi in rapporto a quelli a pagamento, li istallerei laddove possibile in ogni via».
Carnevale: cosa le piace e cosa cambierebbe della manifestazione più importante della città? Ha già in mente il profilo a cui affidare la guida della Fondazione?
«Per il Carnevale è stata fatta un’ottima pubblicità e possiamo dire che nell’insieme è accettabile. Non mi è piaciuto il fatto della decisione di non consentire la diretta dei corsi mascherati e permettere solo la messa in onda in differita. Sarebbe utile ripristinare la diretta per chi non ha la fortuna di poter vivere il Carnevale sul posto direttamente».
Politeama: lo considera un edificio ormai irrecuperabile alla sua funzione originaria oppure può tornare ad essere un teatro vero?
«Il Politeama fa parte della storia di Viareggio e non sarebbe irrecuperabile. L’unico problema è l’alto costo per il riacquisto e la gestione. Riattivarlo bloccherebbe moltissimi altri lavori fattibili nell’immediato per apportare miglioramenti alla città».
Da uno a dieci, che voto dà all’operato dell’amministrazione Del Ghingaro?
Penso che Del Ghingaro qualcosa abbia fatto, anche se non con una logica per il bene effettivo della città. O meglio: i lavori sono stati fatti ma senza una concezione precisa. Oltre a questo c’erano cantieri che avevano una priorità maggiore, quindi si è dato spazio più a opere di immagine che di sostanza. Il mio voto quindi è 6».
Se si andrà al ballottaggio e fosse uno dei due sfidanti, cercherà un apparentamento con qualche candidato escluso?
«Sì, anche perché arrivare davanti alla porta e poi non entrare sarebbe insensato. Logicamente l’accordo sarebbe con chi ha la visione più simile alla nostra».
Se si andrà al ballottaggio e lei non dovesse essere fra gli sfidanti, cercherà un dialogo o resterà estraneo/a a qualsiasi trattativa?
«Essendo una lista civica che non ha fatto alleanze con nessun partito, dovrei dire no. Però se è per contrastare forze politiche che potrebbero a nostra avviso peggiorare la nostra città, saremmo costretti a dar luogo ad alleanze».
Vuole anticiparci qualche nome della sua futura squadra di governo (giunta, partecipate, fondazioni) in caso di vittoria?
«No, valuteremo tutto al momento».
Qual è un risultato percentuale sotto il quale riterrebbe deludente la sua candidatura?
«Essendo la prima volta che mi confronto direttamente con i cittadini come candidato a sindaco e la situazione anomala che si è creata in queste elezioni, non saprei dire. Comunque sarei deluso se non riuscissi a raggiungere l’1 per cento».
DOMANDE “AD PERSONAM”
Con un passato in Fratelli d’Italia prima e in Democrazia sovrana e popolare poi, lei si presenta alle elezioni per il sindaco come candidato di centrodestra. È un’etichetta che sente propria?
«Sono nato nel centrodestra, ma sono una persona obbiettiva e non sono un difensore a prescindere del partito. Se uno dei miei sbaglia, non posso difenderlo e dato che certe scelte del governo a livello nazionale non erano più condivisibili, ho deciso di passare a Democrazia Sovrana Popolare che ora rispecchia di più le mie idee di partito».
Il fatto che il centrodestra si presenti senza i propri simboli e a sostegno di una candidata dichiaratamente civica ritiene che possa portare alla sua lista degli importanti benefici in termini di voti?
«Penso che partiti territoriali che rappresentano il governo attuale non avrebbero dovuto cedere sui propri simboli identitari. Certamente questo potrebbe aver creato problemi con i propri elettori. Vedremo a fine elezione i risultati».
Lei è candidato sindaco della lista “La Rinascita”. Sua moglie, Chiara Benedusi, è però una esponente di Fratelli d’Italia candidata nella lista del centrodestra unito a sostegno di Sara Grilli. Non le sembra quantomeno anomalo?
«Dall’esterno può sembrare anomalo e capisco le varie dichiarazioni e commenti che possono essere fatti. Questo non scalfisce minimamente il nostro rapporto privato, anzi lo rafforza viste anche le cattiverie scritte. Per noi la vita familiare ha un valore più importante di quello politico. Di certo non sfaccio una famiglia per le idee politiche».
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