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Versilia, da sabato 16 maggio bagnini obbligatori ma è caos sulle modalità – L’ordinanza della Capitaneria e le richieste dei balneari

di Matteo Tuccini
Versilia, da sabato 16 maggio bagnini obbligatori ma è caos sulle modalità – L’ordinanza della Capitaneria e le richieste dei balneari

I balneari avevano chiesto che il limite da vigilare per il singolo bagnino fosse di 150 metri mentre nel provvedimento viene mantenuto il limite degli 80 metri: «Servono chiarimenti»

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VIAREGGIO. Da sabato bagnini in servizio obbligatorio negli stabilimenti balneari, piscine comprese. L’ordinanza di sicurezza della Capitaneria di porto, pubblicata ieri, fa infatti scattare ufficialmente dal 16 maggio il periodo di sorveglianza sulle spiagge di Viareggio e Versilia, così come nelle piscine degli stabilimenti. Confermando, dunque, un avvio anticipato della vigilanza sui bagnanti già stabilito nel 2025. Il problema sembra essere non nel "quando", bensì nel "come".

Il limite degli 80 metri

Perché nel testo redatto dalla Capitaneria non si parla del nuovo limite dei 150 metri da vigilare per il singolo bagnino, così come era emerso nelle riunioni di alcuni giorni fa tra la Capitaneria stessa e le associazioni balneari. Un possibile allargamento del fronte mare da sorvegliare per il bagnino in servizio, ma solo nei giorni di minor afflusso della clientela (dal lunedì al giovedì e in bassa stagione), che andava incontro alle richieste dei concessionari balneari. I quali premevano per non ritrovarsi in difficoltà nel reperire addetti al salvataggio, in un momento in cui c’è carenza, mettendoli poi al lavoro in giorni di spiagge vuote, come può capitare a maggio e inizio giugno. Soprattutto col tempo inclemente. Nell’ordinanza resta, invece, il limite di 80 metri oltre il quale il singolo bagnino non può andare, anche se in forma consorziata tra stabilimenti, la cosiddetta "isola": «Il servizio di salvataggio può essere assicurato anche in forma collettiva - si legge nell’ordinanza per la stagione 2026 - mediante elaborazione di un piano per l’espletamento del servizio da sottoporre alle valutazioni del Capo del circondario marittimo di Viareggio, con cui venga previsto un adeguato numero di postazioni, nella misura di almeno un bagnino abilitato e di una postazione di salvataggio ogni 80 metri di fronte mare». La questione è tutt’altro che tecnica. Prevedere almeno un bagnino ogni 80 metri, invece che uno ogni 150, fa tutta la differenza del mondo in termini di personale impiegato. Che, a seconda della soglia individuata, è praticamente doppio. Non a caso i rappresentanti sindacali degli addetti al salvataggio sono contrari ad allentamenti della soglia. Certo, i bagni possono mettersi d’accordo per ruotare i loro bagnini, consorziandosi con la postazione unica detta "isola"; ma quanti bagni confinanti possono farlo dipende appunto dal fronte mare, che varia moltissimo da stabilimento a stabilimento e da zona a zona: la Darsena, per esempio, è un’altra cosa rispetto alla Passeggiata o a Lido di Camaiore.

Il caso Lido di Camaiore

Proprio Lido, come spiega il presidente dei balneari lidesi Luca Petrucci, aveva già messo in piedi un’organizzazione delle "isole" di sorveglianza che teneva conto del limite dei 150 metri: il piano di sicurezza è già stato inviato alla Capitaneria, che adesso dovrà valutarlo. E servirà una risposta a breve, visto che l’obbligo scatta da sabato. «Siamo ancora fiduciosi del fatto che la Capitaneria terrà conto di queste nostre richieste - dice Petrucci - Anche perché ci siamo organizzati in una modalità che sarebbe difficile da rimettere in discussione a questo punto».I concessionari, al di là di tutto, chiedono chiarimenti. Tommaso Magnani, presidente dei balneari di Viareggio, è decisamente sorpreso dall’assenza delle indicazioni sulla sorveglianza obbligatoria «di cui avevamo discusso in riunioni ufficiali con la Capitaneria - dice - I confronti erano stati chiari e sereni, non saprei dire perché c’è stato questo dietrofront». Tra le altre perplessità per l’ordinanza, c’è la sottolineatura dell’obbligo di tenere un addetto al salvataggio nelle piscine, «peraltro sempre garantito nei nostri stabilimenti», dicono i balneari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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