Forte dei Marmi, prese a martellate un commerciante per 150 euro: rapinatore condannato a risarcirlo
Il Tribunale stabilisce danni fisici e psicologici per 70mila euro
FORTE DEI MARMI. Lo prese a martellate in testa per rubare dalla cassa della tabaccheria una manciata di euro. Ce ne erano circa 400. Se ne andò con un bottino di 150. Una violenza spropositata per una rapina da balordi.
Arrestato e processato, Nicola Claps, 46 anni, di Carrara dopo essere stato condannato in via definitiva a 6 anni per rapina aggravata e lesioni personali, ora diventa destinatario di un’altra sentenza di colpevolezza. Il Tribunale civile di Massa (giudice Furio Cioffi) lo ha condannato a risarcire la vittima di quell’assalto selvaggio con un risarcimento di circa 70mila euro. A fare causa è stato Bruno Marino Buratti, 78 anni, commerciante di Forte dei Marmi, titolare della tabaccheria rivendita 58 di Avenza. Avevano chiesto i danni anche la moglie e le due figlie, ma la loro richiesta è stata respinta.
In quel locale alle 7 del 10 dicembre 2019, Claps si presentò con un martello da carpentiere. Era un cliente. Ogni tanto andava a comprare le sigarette. Qualche parola scambiata con Buratti. Niente che potesse, comunque, far attribuire al rapporto un livello confidenziale. In quel momento non c’era nessuno. Solo Buratti che stava leggendo un giornale.
Ricostruisce il giudice che il rapinatore con «un’azione fulminea, atta a sorprendere (Buratti, ndr), in quegli attimi da solo, seduto a un tavolo e intento a leggere un quotidiano, lo ha colpito brutalmente, sferrandogli sette colpi di martello, prima al volto e poi, una volta caduto a terra, al capo, per poi dirigersi sul retro del bancone di vendita e prelevare l’intero fondo cassa; impossessatosi del denaro, usciva dal retro del bancone di vendita».
Non aveva finito la sua incursione, il bandito armato di martello. Dopo aver recuperato parte delle banconote macchiate di sangue, «anziché fuggire si avventava nuovamente su (Buratti, ndr) ancora disteso a terra, infierendo sullo stesso con un’altra serie di colpi di martello al tronco, fino a quando la vittima temendo di morire, iniziava a reagire per difendersi e solo allora (Claps, ndr) usciva dal negozio». Un comportamento che i poliziotti arrivarono a definire da sadico.
Il commerciante riuscì a dare l’allarme e a piedi, sanguinante, raggiunse il vicino bar “Nonno Beppe” gestito dalla figlia. I soccorsi furono immediati con il successivo trasferimento in ospedale da cui la vittima del pestaggio uscì con un referto di 30 giorni.
Quell’aggressione, furiosa nei modi e gratuita per la vulnerabilità del bersaglio, ha segnato non solo fisicamente il commerciante. Al Tirreno, nel commentare la condanna definitiva di Claps arrivata nel 2022, Buratti confidò il suo malessere: «La mia vita da allora è cambiata, prima venivo sempre da solo in negozio, ma ora mi muovo solo se c’è anche mia moglie. La sera chiudiamo in anticipo».
Il Tribunale dà un’architettura risarcitoria all’episodio.
«Dal punto di vista della personalizzazione del danno, occorre osservare che va riconosciuta la sofferenza interiore massima – si legge nella sentenza - dal momento che le lesioni personali, l’intervento chirurgico ed il lungo iter curativo hanno certamente determinato una grave sofferenza fisica e psichica che vanno risarcite, va poi aggiunto un adeguato aumento in considerazione delle gravi ripercussioni psicologiche che la vicenda ha avuto sul signore (Buratti, ndr)».l
