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Spiagge all’asta, l’Antitrust stavolta bacchetta il Comune di Viareggio: «Niente favoritismi ai balneari» – Bocciati i criteri delle future gare

di Matteo Tuccini

	Una veduta di Viareggio
Una veduta di Viareggio

A giorni è attesa un’udienza a Firenze che potrebbe sbloccare la situazione nel modo meno gradito dai concessionari

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VIAREGGIO. Come un professore severo che ti bacchetta appena può: così l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, detta anche Antitrust, si rivolge ai Comuni litoranei che non hanno ancora avviato le gare delle spiagge. Versilia compresa.

Stavolta a finire nel mirino sono i criteri individuati dal Comune di Viareggio per le future gare a evidenza pubblica, dette impropriamente “aste”, che dovranno riassegnare le concessioni. Tra i punteggi previsti, lo scarso peso dato all’offerta economica e soprattutto il riconoscimento dell’esperienza pregressa nel settore sono – secondo l’Autorità garante – degli ostacoli alla libera concorrenza e all’accessibilità di nuovi operatori interessati al turismo balneare. Che potrebbero essere svantaggiati da questi criteri, rispetto a chi c’è oggi.

La contestazione

L’ultima contestazione mossa dall’Antitrust riguarda, infatti, il maggiore punteggio riconosciuto a chi ha già gestito uno stabilimento, come fonte di reddito prevalente per sé e per la propria famiglia negli ultimi cinque anni. Ma anche il fatto di non premiare un’offerta economica più vantaggiosa per le casse pubbliche. Queste indicazioni sono considerate favoritismi per gli attuali concessionari. E anche l’indennizzo, da riconoscere al balneare che perde lo stabilimento dopo la gara, è ritenuto ammissibile solo in casi specifici, limitati, «per investimenti effettuati e non ammortizzati». Anche perché, dice l’Autorità garante, chi partecipa alla gara per la prima volta è svantaggiato dal dover versare un indennizzo al concessionario uscente, che invece non dovrà sostenere questa spesa.

Non solo: l’Authority chiede all’amministrazione viareggina l’introduzione di un criterio che premi l’offerta sul canone, a differenza dell’indennizzo: «La maggiorazione dell’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente – si spiega – non può essere ritenuta idonea a costituire una valorizzazione dell’offerta economica in sede di gara. Diversamente, l’Autorità rappresenta come tale valorizzazione possa avvenire mediante una possibile maggiorazione del canone di concessione base annuo; ciò infatti potrebbe introdurre nella valutazione delle domande presentate un’importante variabile competitiva, purché il canone rifletta il reale valore economico e turistico del bene oggetto di affidamento». A quel punto, però, l’amministrazione comunale dovrebbe assicurarsi che un canone alzato alle stelle non comporti automaticamente prezzi altrettanto stellari applicati alla clientela. Questioni complesse richiedono risposte complesse.

Gli scenari

Per il Comune di Viareggio il richiamo dell’Antitrust è un nuovo cartellino giallo, che obbliga ad accelerare sulla questione “aste”: il termine del 30 settembre 2027, stabilito universalmente dal governo Meloni, non basta per placare l’Authority. Che ritiene l’attendismo delle amministrazioni non giustificato dall’attesa del decreto ministeriale sugli indennizzi. Da questo punto di vista nulla di nuovo sotto il sole: si ritiene non più rinviabile l’assegnazione delle concessioni delle spiagge di Viareggio, così come della Versilia e del resto d’Italia, con procedura di gara d’ufficio. E non su istanza di parte come avvenuto in passato (la differenza è tutt’altro che tecnica: significa che se io non mi interesso alla tua concessione, tu non fai la gara o la fai dopo gli altri). Qualsiasi altro provvedimento di natura diversa è considerato una proroga, e quindi non accettabile.

«Il punto centrale – dice Andrea De Plano del coordinamento Mare libero Versilia – riguarda i criteri di valutazione delle offerte, che secondo l’Autorità rischiano di favorire gli operatori già presenti sul mercato, limitando l’accesso dei nuovi soggetti e compromettendo la reale concorrenza. Il messaggio è chiaro: le gare devono essere effettive e immediate, non rinviate né costruite in modo tale da favorire gli attuali concessionari. In caso contrario, il rischio è quello di svuotare di significato il confronto concorrenziale. L’Autorità ha quindi invitato il Comune ad adeguarsi, riservandosi, in caso contrario, la possibilità di procedere con un ricorso al Tar».

Verso un’udienza cruciale

E proprio al Tar è pendente il ricorso dell’Antitrust contro il Comune di Viareggio, e altre amministrazioni della Versilia, per far sì che le “aste” vengano avviate immediatamente: a giorni è attesa un’udienza a Firenze che potrebbe sbloccare la situazione nel modo meno gradito dai concessionari.

L’amministrazione comunale, però, ne è consapevole e per questo ha reso noto ai concessionari che le procedure di gara stanno per partire: di conseguenza, l’Associazione balneari di Viareggio ha invitato i colleghi ad attrezzarsi con i loro tecnici e professionisti per farsi trovare pronti. Compreso il calcolo del futuro indennizzo, che – si vedrà in che forma – sarà riconosciuto ai concessionari che dovranno abbandonare l’attività. 

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