Sanremo, quel Festival che nacque a Viareggio: i tre geniacci, la prima diretta Rai e la vittoria di Gianni Morandi
L’idea partì nel 1948 grazie a Sergio Bernardini, Aldo Valleroni e Giancarlo Fusco. E nel 1958 i tre provarono a farlo rinascere sotto il nome di “Burlamacco d’oro”
VIAREGGIO. Anche Viareggio ebbe il festival della canzone. Adesso si celebra a Sanremo, ma sorse qui alla Capannina del Marco Polo eppoi – con il nome di “Burlamacco d’Oro” – si replicò dal 1958 al 1964 ospitando star come Mina, Claudio Villa, Renato Rascel, Gianni Morandi, Armando Trovajoli, Nicola Arigliano.
L’idea iniziale venne a tre geniacci spericolati: Sergio Bernardini, Aldo Valleroni e Giancarlo Fusco. Si era subito dopo la guerra. In città, nel ‘46, si era rifatto il Carnevale, la gente smaniava dalla voglia di vivere, al “Principe di Piemonte” si era inaugurato un Casinò. Sergio Bernardini, un ragazzone energico e fantasioso proveniente da Torino, ma nativo di Altopascio, si era fatto prestare dal babbo un milione (cifra allora pesante) e con quella aveva acquistato alcuni locali nella pineta di “Ponente”. Tra questi la “Capannina” del Marco Polo, dove fino al giorno prima bivaccavano i militari americani della divisione “Buffalo”.
Bernardini spalancò subito alle danze il locale, infiammò le notti, dette subito vita alla stagione mondana. Suoi ospiti fissi, una notte dopo l’altra, erano un musicista vitalissimo, Aldo Valleroni, che suonava la tromba all’hotel Esplanade e il giornalista fantasista Giancarlo Fusco, che faceva l’ufficio stampa del Casinò e si esibiva, abbigliato da fachiro, al Kursaal delle sorelle Sandra e Angela Milo.
Il terzetto, tra una partita di scopone e un flirt con la bella di turno, una notte inventò il primo Festival della Canzone Italiana. È storia. Intervenne perfino la Rai di Firenze con una diretta di due sere. L’iniziativa ebbe successo di pubblico. Vi aderirono promesse della canzone e presentatori, come Emerigo Gomez, di richiamo nazionale. Il trio, visto il risultato, l’anno dopo andò allora a bussare quattrini all’Azienda di Soggiorno. Ma, è cosa nota, il direttore dell’Azienda, il marchese Bottini, preferì finanziare un defilé di cagnolini (sua passione quotidiana). Allora un assessore del comune di Sanremo, capitato a Viareggio, si impossessò dell’idea e trasferì il festival in Liguria.
Però Valleroni non desistette. Bernardini, intanto, divenne l’indiscusso principe dello spettacolo leggero in Versilia, ma direi in Italia. Così i due, nel 1958, idearono ancora un festival. Lo chiamarono “Burlamacco d’oro” poiché si sarebbe fatto a Carnevale. Questa volta le autorità locali, sindaco e assessori vari, non si tirarono indietro. Valleroni, che per le sue attività di musicista, paroliere e nonché di giornalista, aveva conosciuto molti personaggi del mondo musicale, e Bernardini che era divenuto ascoltatissimo presso la televisione italiana, poterono contare, per le due serate del primo e del due marzo 1958 su artisti come Arnaldo Trovajoli e Alberto Semprini direttori d’orchestra, cantanti come Nilla Pizzi, Aurelio Fierro, Natalino Otto, Cristina Jorio. Le due serate si svolsero al “Principe di Piemonte”. Presentò Marina Borroni, una delle prime “signorine Buonasera” della Rai, presentatrice con Mike Buongiorno di due festival di Napoli.
Il “Burlamacco d’oro” l’anno successivo divenne allora istituzionale. Si decise di premiare quelle canzoni che avessero venduto più dischi. Così nel 1959, sempre al “Principe di Piemonte” comparvero Cinico Angelini e Riccardo Rauchi, direttori d’orchestra, e cantanti come Carla Boni, Gino Latilla, Fiorella Bini, Arturo Testa, Giorgio Consolini, Nunzio Gallo, Flo Sandon’s. Presentarono Emma Danieli, Enzo Tortora, Vittorio Gassaman.
Nel 1960 apparvero Mina, Tony Renis, Jimmy Fontana, Luciano Tajoli. L’edizione si svolse al teatro Eden in due serate (23 e 24 aprile). Presentarono Renato Tagliani e Nives Zegna. Erano presenti sul palco due orchestre, una d’archi e una jazz. Vi furono due clamorosi incidenti: i fans strapparono il vestito di dosso a Mina, Valleroni e Bernardini litigarono (fu testimone Tonino Risoli) perché Bernardini avrebbe voluto che la premiazione si svolgesse alla Bussola.
Nel 1961 si tornò al Principe di Piemonte. Vi parteciparono Nicola Arigliano,e Jimmy Fontana. Presentarono Alighiero Noschese e Daniele Piombi. Nel 1962 vennero premiati Tony Dallara, Milva, Claudio Villa, Umberto Bindi, il tenore Giuseppe Di Stefano. Presentò Nunzio Filogamo. Nel 1963 fu l’anno di Pino Donaggio, Jonny Dorelli, Miranda Martino. Presentò Corrado. Nel 1964, ultima edizione, apparvero Gigliola Cinquetti, Renato Rascel, Lauretta Masiero e Sandra Milo. Trasmise la serata il secondo canale tv della Rai. Presentava Jonny Dorelli. Vinse su tutti Gianni Morandi. Tutte le canzoni vennero incluse in un album pubblicato per beneficenza a beneficio della Croce Rossa. Fu l’ultimo aggancio di Viareggio al mondo della canzone. Valleroni e Bernardini si defilarono.
Anni dopo il Comitato Carnevale avrebbe ripreso il “Burlamacco d’oro” come riconoscimento per artisti di chiarissima fama, da Dario Fo, a Benigni, da Monticelli a Proietti, da Frizzi a Pieraccioni a Jerry Scotti. Il festival di Sanremo non ebbe più avversari. I microfoni, a Viareggio, da quel momento rimasero e sono rimasti muti fino ad oggi.
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