Il Tirreno

Versilia

L'indagine

Incassi per 220mila euro non dichiarati al fisco: chi è il dj toscano nei guai con la Finanza

di Gabriele Buffoni

	Il dj versiliese Marco Bresciani durante una serata
Il dj versiliese Marco Bresciani durante una serata

Nel mirino gli incassi di 257 serate. Per i militari avrebbe lavorato senza avere una partita Iva. L’avvocato Olmi: «Faremo chiarezza»

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VIAREGGIO. Secondo le indagini della Guardia di Finanza di Viareggio non avrebbe pagato al fisco quanto dovuto. E questo nonostante una moltitudine di eventi e serate organizzate non solo in Versilia ma su un territorio che spazia da Sarzana, passa dall’area apuana e arriva fino alla zona di Cecina. Nel mirino delle Fiamme Gialle è finito così Marco Bresciani, famosissimo dj versiliese, tra i più popolari e acclamati professionisti del settore.

Ben 257 le serate in cui il dj versiliese avrebbe presenziato in qualità di “intrattenitore” contestate dalle Fiamme Gialle, per un incasso stimato che si aggirerebbe in oltre 220mila euro ottenuto nell’arco di poco più di due anni: tutti soldi derivanti dalla sua attività professionale che Bresciani, secondo quanto riscontrato dai finanzieri viareggini, non avrebbe dichiarato, operando in assenza di partita Iva.

L’accertamento effettuato dalla Guardia di Finanza è partito in realtà dai social network. Da un paio di anni infatti le Fiamme Gialle monitorano con crescente attenzione quei personaggi che, sui social, mostrano una certa “capacità contributiva”: influencer, guru online e, appunto, intrattenitori professionisti. Tra questi, è spiccato proprio il nome di Marco Bresciani, richiestissimo sia da grandi locali ma anche per animare eventi più contenuti in Versilia (e non solo). Nello specifico il dj versiliese era solito promuovere le proprie serate documentandole poi con dovizia di particolari, arricchendo questi post con foto di fronte alla folla di partecipanti e commenti relativi alla buona riuscita dello spettacolo e alla copiosa affluenza ottenuta. La Guardia di Finanza ha così iniziato a indagare più a fondo su di lui e a scandagliare le dichiarazioni dei redditi presentate dal sessantenne disc jockey: è in questo modo che i militari avrebbero notato alcune stranezze, rilevando come delle serate da lui pubblicizzate non ci fosse in realtà traccia a livello fiscale. O di come, appunto, operasse senza partita Iva. E questo – sostengono dalla Guardia di Finanza di Viareggio – sebbene chiedesse compensi tra i 500 e i 1.600 euro agli organizzatori degli eventi a cui prendeva parte. Pagamenti che, secondo le verifiche effettuate dalle Fiamme Gialle, sarebbero avvenuti in contanti e senza fattura.

Va sottolineato un elemento non secondario: per Marco Bresciani non si profila alcuno scenario penale in quanto non sarebbe affatto un “evasore totale”. Quanto effettuato fino a oggi dalla Guardia di Finanza sarebbe quindi soltanto un procedimento amministrativo: sui 220mila euro incassati, per le Fiamme Gialle mancherebbero oltre 60mila euro di tasse che il noto dj avrebbe dovuto versare al fisco. Questo verbale di contestazione della Finanza sarà quindi trasmesso all’Agenzia delle Entrate che, a sua volta, procederà con un controllo accurato su quanto evidenziato dai militari e, se riscontrerà a sua volta irregolarità, procederà con un verbale di contestazione sanzionando Bresciani con una multa che rischia di essere particolarmente pesante.

Dal canto suo il dj versiliese, contattato dal Tirreno, si dichiara totalmente estraneo ai fatti. «C’è al momento solo un verbale di contestazione della Guardia di Finanza che sarà sicuramente oggetto di ricorso da parte nostra, non appena arriverà quello di accertamento – conferma l’avvocato Antonio Olmi del foro di Firenze, che difende Bresciani – dire che il mio cliente sia estraneo al fisco è un’affermazione non corretta, perché Marco Bresciani ha una propria contabilità e ogni serata a cui ha partecipato è perfettamente tracciabile sotto il profilo dei pagamenti ricevuti. Il mio cliente – spiega l’avvocato – lavora con varie cooperative musicali che prevedono dei rimborsi per lui, ma sono loro a emettere le fatture e a ricevere di conseguenza i pagamenti per i servizi svolti negli eventi nei locali o altrove. La contabilità di tutto questo è cristallina – conclude l’avvocato – e sono certo che faremo chiarezza su questa contestazione della Guardia di Finanza di Viareggio in tutte le sedi opportune».

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