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Prevenzione

Massarosa, incendi vicini alle case: cos’è il “progetto Firewise”

di Matteo Rossi

	Gli incendi a Montigiano
Gli incendi a Montigiano

Il piano per evitare l’incubo dell’estate 2022: il ruolo chiave dello “spazio difensivo”

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MASSAROSA. I fuochi accesi nei primi giorni del 2026 attorno a Montigiano, a Massarosa, in provincia di Lucca, non fanno paura, anzi. Sono parte di un progetto di prevenzione che guarda al futuro con l’obiettivo di non rivivere più l’incubo dell’estate 2022, quando un enorme incendio arrivò pericolosamente vicino alle case della piccola frazione collinare del comune di Massarosa.

Il progetto Firewise

Si tratta degli interventi previsti dal progetto Firewise, un’iniziativa coordinata da Comune di Massarosa, Unione dei Comuni della Versilia e Regione Toscana e che punta a creare vere e proprie zone cuscinetto tra l’area boschiva e il centro abitato, riducendo il rischio che un eventuale rogo possa raggiungere le abitazioni. «Io personalmente sono molto contenta di questa iniziativa», racconta Sabrina Salvini, residente nella piccola frazione collinare e membro del comitato Montigiano Ventiventidue, nato proprio a seguito dell’incendio. «Questo progetto ci permette di vivere in maggior sicurezza. Tutti ricordiamo quello che abbiamo vissuto nel luglio del 2022 e la paura che abbiamo avuto».

Lo “spazio difensivo” attorno alle abitazioni

Il progetto Firewise prevede la creazione di un vero e proprio sistema di difesa attorno alle abitazioni, articolato in più fasce. La prima è lo “spazio difensivo”, suddiviso in due zone. Nella fascia più vicina alle case, entro i dieci metri dai fabbricati, l’obiettivo è ridurre al minimo la presenza di materiale infiammabile: erba regolarmente sfalciata, assenza di vegetazione secca, alberi e arbusti solo se isolati e lontani da muri, finestre e ingressi. «È un lavoro che richiede attenzione costante – spiega Salvini – ma serve a evitare che le fiamme o le braci possano raggiungere direttamente le abitazioni».

La seconda fascia e il coinvolgimento dei residenti

Tra gli 11 e i 30 metri dalle case si estende la seconda zona dello spazio difensivo, dove la vegetazione viene gestita in modo da mantenere discontinuità sia verticale che orizzontale. Anche qui sono previsti tagli regolari dell’erba e potature mirate. Gli interventi in questa area vedono il coinvolgimento diretto dei proprietari che hanno aderito alla comunità Firewise, affiancati dal volontariato antincendio boschivo locale.

La fascia di protezione esterna

Più all’esterno si sviluppa la vera e propria fascia di protezione, larga tra i 30 e i 50 metri, che separa il bosco dall’abitato. Qui gli interventi sono più incisivi: sfalcio della vegetazione erbacea, rimozione degli arbusti, diradamento e spalcatura delle conifere, favorendo le latifoglie, più resistenti al passaggio del fuoco. Insomma, una gestione attiva del bosco che punta a rallentare e indebolire eventuali fronti di fiamma. I fuochi controllati accesi in questi giorni fanno parte proprio di queste operazioni. «Può sembrare strano usare il fuoco per difendersi dal fuoco – osserva Salvini – ma è una pratica sicura e necessaria».

Manutenzione e programmazione dei prossimi anni

Firewise non si esaurisce con i lavori iniziali: per i cinque anni successivi alla sua costituzione sono previste manutenzioni annuali per garantire l’efficacia degli spazi difensivi e delle fasce di protezione. Entro il mese di febbraio di ogni anno verranno individuati gli interventi necessari, mentre spetterà al Comune coinvolgere i soggetti attuatori e programmare le attività da realizzare prima dell’estate. «È importante mantenere gli spazi aperti esistenti nel tempo – conclude l’assessore alla protezione civile Fabio Zinzio – così da scongiurare che un incendio come nel 2022 si ripeta».

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