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Lei cocainomane, lui spacciatore: i loro figli (due gemelli) affidati ai servizi sociali a Viareggio
La decisione del tribunale per i minorenni di Firenze: potranno fare i genitori solo quando saranno in grado di assicurare ai piccoli un contesto di vita sicuro
VIAREGGIO. La conoscenza era nata dall’incontro tra domanda e offerta. Lei cercava droga, lui la vendeva. Quello che era il pusher da cui si riforniva con l’ex fidanzato nel tempo era diventato il suo compagno. E nel giro di pochi mesi a legare la coppia non sono state più solo le sostanze stupefacenti. Tra i due è iniziata una storia dalla quale sono nati due bimbi. Gemelli venuti al mondo alcuni mesi fa al Versilia ignari del destino a cui stanno andando incontro a causa dei comportamenti dei genitori. Il primo effetto di una vita deragliata della coppia arriva dalla magistratura: il Tribunale per i minorenni di Firenze ha disposto l’affidamento ai servizi sociali con temporanea collocazione in una struttura a Viareggio in attesa di trovare una famiglia affidataria.
Il Tribunale ha tolto i due gemelli ai genitori nel momento in cui è parso evidente – significative le relazioni di Serd e servizi sociali – che la mamma, italiana, poco più che trentenne, consumatrice di cocaina e altre sostanze, non era in grado di badare ai bimbi e il padre, pluripregiudicato per spaccio, anche lui oltre 30 anni, non si rivelava altrettanto affidabile per gestire i due bambini. Una decisione temporanea fino a che la coppia non avrà dimostrato con fatti e comportamenti concreti di voler cambiare vita. Per ora ci sono state solo dichiarazioni di buona volontà. Promesse che non sono servite a modificare la decisione del magistrato il cui obiettivo è il bene dei piccoli.
Nel passato recente della donna c’è un altro figlio avuto dal compagno che è stato lasciato alla nonna paterna, nel suo Paese di residenza, poco dopo la nascita. E ha avuto un altro figlio da un convivente italiano a cui è stato affidato. Un contesto familiare complesso e un vissuto della mamma costellato di lacune tra responsabilità e affidabilità con il potenziale rischio per i gemellini. E per il bene dei minori il Tribunale ha deciso toglierli ai genitori per consegnarli a una struttura che possa seguirli con una serenità che in quella famiglia, tra spaccio e consumo di droga, non potrebbe esserci.
La storia, delicata per i protagonisti sia adulti che neonati, è ambientata in Versilia. Un disagio profondo dovute alla tossicodipendenza della mamma, che non accetta di seguire le cure del Serd, e al passato recente del papà che a parole dice di voler cambiare vita ma l’ombra dello spaccio lo segue da sempre. In un contesto del genere, i due figli sono stati prelevati e portati altrove per consentire l’affidamento a una coppia che possa prendersi cura di loro.
Una decisione per proteggere i piccoli quella del Tribunale di Firenze. Una scelta forte che non sarà revocata fino a quando i genitori «non affronteranno seriamente le molteplici e gravi difficoltà e problematiche in cui versano (e delle quali ad oggi mostrano scarsa consapevolezza) e fino a quando non attiveranno un reale cambiamento di vita (implicante anche l’accettazione e la costruttiva adesione ai percorsi di aiuto più adeguati, mentre anche su questo versante ad oggi entrambi i genitori hanno mostrato gravi criticità)» sottolinea l’ordinanza del Tribunale. La coppia potrà riprendersi i bimbi solo quando sarà «in grado di assicurare ai figli un contesto di vita e di crescita sufficientemente sicuro e tutelante e dove siano garantiti livelli di cura ai loro essenziali bisogni sufficientemente adeguati».
Per ora il futuro dei gemelli è quello di crescere in una famiglia affidataria.
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