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Versilia

L’annuncio in aula

Strage di Viareggio, Moretti non è più Cavaliere del lavoro: «Ha rinunciato al titolo nel 2019»

di Donatella Francesconi

	Un evento organizzato dai familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio (foto d’archivio)
Un evento organizzato dai familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio (foto d’archivio)

A insignirlo fu il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

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VIAREGGIO. L’ingegnere Mauro Moretti, ex manager di Stato e – nel 2009 – amministratore delegato di Ferrovie dello Stato ha rinunciato alla onorificenza di Cavaliere del lavoro concessagli, nel 2010, dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A dichiararlo è stato, ieri in aula a Firenze, l’avvocato difensore Ambra Giovene. Che al Tirreno conferma: «L’ingegner Moretti ha formalizzato la propria rinuncia nel 2019». Anno che vide la prima sentenza d’Appello dei giudici fiorentini.

Una vicenda, quella del Cavalierato concesso a Moretti, che ha costituito fin dall’inizio una doppia ferita per Viareggio e per i familiari delle vittime del disastro ferroviario: per il destinatario ma anche per la mano che l’ha concesso. Napolitano, infatti, non solo fu presente alle esequie solenni allo stadio dei Pini, ma – nella stessa giornata – incontrò in ospedale Leonardo Piagentini, otto anni, salvato da sotto le macerie che inghiottirono parte della sua famiglia.

In quella stessa estate a Viareggio furono raccolte migliaia di firme per chiedere le dimissioni di Moretti dall’incarico di amministratore delegato di Ferrovie. Tra coloro che firmarono ci fu anche il regista Mario Monicelli.

Pochi mesi dopo arrivò la doccia gelata della concessione del Cavalierato. Un mese esatto prima della notizia che Moretti era indagato dalla Procura di Lucca.

«Il presidente della Repubblica revochi il cavalierato appena concesso», chiese all’epoca Daniela Rombi, presidente – come oggi – della neonata associazione dei familiari delle vittime “Il mondo che vorrei”. Rombi da meno di anno piangeva, all’epoca, la morte della figlia Emanuela Menichetti, 21 anni, a causa delle ustione riportate quella maledetta notte.

E il deputato toscano di Italia dei valori, Fabio Evangelisti, rivolgendosi all’allora presidnete della Camera Gianfranco Fini, dichiarava in quei giorni: «I familiari delle vittime della stragedi Viareggio avevano già rivolto un appello alla Presidenza della Repubblica affinché ciò non avvenisse. Oggi sarebbe davvero importante che anche da tutto il mondo politico provenisse un segnale forte in tal senso».

A fine 2010 i familiari delle vittime della strage di Viareggio scrivono una lettera al presidente della Repubblica per chiedere un incontro in cui spiegare le ragioni del no al Cavalierato: «I bilanci risanati dall'Ad di Ferrovie lo sono stati anche col sangue dei nostri cari», si legge nella missiva a Napolitano che non incontrerà mai i familiari dei morti nella maledetta notte del 29 giugno 2009.

Un anno dopo una risposta arriva all’allora senatrice Pd, Manuela Granaiola: l’onorificenza concessa dal presidente della Repubblica all’amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti, non può essere revocata. Così le parole del segretariato generale della presidenza del consiglio dei ministri, ufficio del cerimoniale di Stato e per le onorificenze, cui il Quirinale ha girato l’esposto presentato da Granaiola, la quale contestava il cavalierato del lavoro a pochi mesi dal rinvio a giudizio di Moretti, così come degli altri vertici di Fs.

Nel 2016 è ancora Granaiola a firmare – insieme alla collega Donella Mattesini – una interrogazione diretta all’allora presidente del consiglio, Matteo Renzi, e al ministro di Giustizia, Andrea Orlando: «Si chiede di sapere se intendano provvedere con urgenza ad attivare le procedure di revoca del titolo di Cavaliere del lavoro a Mauro Moretti ai sensi dell’articolo 13 della legge numero 194, del 15 maggio 1986, sulla base di quanto richiesto dalla comunità viareggina e dal Consiglio regionale della Toscana».

Consiglio regionale che nel 2016 aveva approvato all’unanimità una mozione che chiedere la revoca del cavalierato a Moretti.

Nel luglio 2018 è il senatore Cinque stelle Gianluca Ferrara a incontrare Napolitano, ormai ex presidente della Repubblica. Chiedendo spiegazioni per il Cavalierato concesso a Moretti, Ferrara ottiene una risposta che così racconta: «Napolitano ha risposto sostenendo che la scelta non dipendeva da lui, che gli era stata data una rosa di nominativi. Ha inoltre spiegato la procedura e ha raccontato della segnalazione giunta da associazioni imprenditoriali. Alla fine, dopo mie insistenze, ha ammesso di avere dato il proprio nullaosta alla nomina».

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