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Viareggio, novantenne scippata in pineta e finita in ospedale: trovati e arrestati i due banditi

di Donatella Francesconi
Agenti della polizia di Stato in pineta di Ponente durante un controllo (foto d’archivio)
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Agenti della polizia di Stato in pineta di Ponente durante un controllo (foto d’archivio)

Sono un viareggino di 62 anni e una donna lidese di 25

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VIAREGGIO. Lei, 90 anni, è ancora in ospedale dopo lo scippo subito il 26 giugno scorso sul marciapiede di via Vespucci, all’ingresso della pineta di Ponente. Ma i due che l’hanno aggredita, rapinata e spintonata a terra sono stati trovati dalla polizia di Stato e arrestati. Andrea Allegria, 62 anni, spezzino di origine ma residente a Torre del Lago e Silvia Ghiselli, 25 anni, viareggina residente a Lido di Camaiore sono agli arresti domiciliari, in esecuzione della misura cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lucca. In seguito alla meticolosa attività investigativa del personale del Commissariato di Viareggio dell polizia di Stato – si legge nella nota diffusa per ricostruire l’intera vicenda – «il quadro probatorio era talmente chiaro e solidamente provato che il sostituto Procuratore della Procura presso il Tribunale di Lucca competente per le indagini non avuto alcuna esitazione a richiedere l’emissione di adeguate misure cautelari. Che, con altrettanta limpidità di giudizio, sono state concesse dal Gip».

Ieri sono scattate le manette per entrambi gli accusati di rapina pluriaggravata e lesioni gravissime, con l’aggravante del braccialetto elettronico per Andrea Allegria.

Lo scippo

Davvero terribile la ricostruzione dell’aggressione compiuta per impossessarsi della catenina d’oro indossata dalla signora, impegnata nella propria passeggiata quotidiana in compagnia di un’altra donna. Un vecchio ricordo di discreto valore economico, ma dal grande valore affettivo, così la nota del Commissariato, «e che la signora non pensava affatto potesse rappresentare l’oggetto delle avidità di due balordi incapaci anche del minimo senso della misura nei confronti di un soggetto così debole. I quali, per pochi spiccioli, sarebbero capaci di qualsiasi mostruosità senza alcun senso morale nella misura».

I due – così la ricostruzione – «attratti dal luccichio dell’oro, non si fanno alcuno scrupolo di piombare addosso alla malcapitata, consci che la stazza di un energumeno come l’arrestato poteva causare sofferenze e danni di indicibile gravità. Appena se ne prospetta l’occasione mettono in pratica il loro piano malvagio. L’uomo agguanta la donna per il collo e le strappa la catenina. Ma la signora, d’istinto, trattiene il gioiello fino a quando questo non si spezza, cadendole nel vestito. La ferocia del gesto, però, è tale che la donna viene sbattuta a terra. Mentre il suo aggressore le cade addosso e le provoca serie lesioni con la frattura delle ossa del bacino e del femore. Il dolore è indicibile e le urla attirano immediatamente alcuni passanti che si trovano a poca distanza». I due scippatori si danno alla fuga, nella confusione che si crea per i primi soccorsi alla donna che rimane a terra, sul marciapiede.

Le indagini

Le prime descrizioni dei testimoni forniscono identikit contrastanti dell’uomo. Ma ci sono due elementi che risulteranno decisivi alle indagini. «Innanzitutto», spiega ancora la polizia, «il sistema di ripresa da poco realizzato sul viale che, sebbene non riprenda la scena dell’aggressione, immortala con una ottima definizione tutto il tratto precedente. Lungo il quale la coppia criminale segue quasi fianco a fianco l’anziana vittima». Ma ancor più rilevante «risulta l’avidità dei rapinatori che, in effetti, sono riusciti a strappare un pezzettino della catenina e quasi subito lo portano ad un esercizio specializzato per l’acquisto di oro usato. Questo particolare non viene riferito dalla vittima, certa di aver salvato per intero il suo prezioso ricordo, ma viene preso in considerazione dagli investigatori che, come buona scuola insegna, non scartano nessuna pista a priori».

In breve tempo «tutto viene ricomposto. Perché ai volti ripresi delle telecamere viene dato un nome e cognome certo. Ma, soprattutto la correttezza della registrazione delle operazioni di compravendita di oro usato, consente di ricostruire la cessione di quel piccolo tralcio di catenina proprio a nome del violento aggressore».

La notizia dell’arresto è stata data alla anziana vittima dei due malviventi. La donna è ancora ricoverata in ospedale, a più di un mese dalla feroce aggressione. Impegnata nella riabilitazione, conclude la nota del Commissariato di polizia di Viareggio, «forse non potrà più fare le sue belle passeggiate. Il tutto per pochi spiccioli e per la ferocia di due balordi».

La notizia degli arresti è stata accolta con grande sollievo anche da tutti gli operatori della pineta d Ponente che ringraziano la polizia di Stato.

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