Il presidio
Giro d’Italia, incidente a Pietrasanta: ciclisti contro lo spartitraffico. «Avevamo proposto percorso alternativo»
Alcuni abitanti avevano segnalato la pericolosità del tratto incriminato: la spiegazione e il retroscena dalle parole dell’assessore
PIETRASANTA. Quando, intorno alle 16. 30 di mercoledì 8 maggio, il gruppo dei 176 corridori del Giro d’Italia fa il suo ingresso nel centro cittadino, svoltando dal sottovia Avis in via Marconi, lo sguardo preoccupato di molti corre veloce allo spartitraffico, all’altezza con via San Francesco, posizionato nel mezzo di una strada incorniciata fra aiuole e segnaletica. Le istantanee successive confermano i timori: 5 corridori vanno a sbattere ritrovandosi per terra, altri ciclisti schivano, non si sa come, gli ostacoli. In un video, girato dalla finestra di casa sovrastante il percorso, si sente l’ex consigliere comunale Marilena Pintus gridare «lo dicevo che quel tratto era pericoloso, lo dicevo con una vigilessa. Quello di cui avevo paura è successo».
Le immagini
Immagini, quelle di Pintus postate sui social, che nel breve volgere di pochi minuti vedono impennare le visualizzazioni lasciando in scia commenti inveleniti. «Ma perché non mettere un protezione, perché non segnalare in modo adeguato. E poi fare passare il gruppo proprio lì, dopo una curva. Complimenti per la brutta figura che abbiamo fatto in televisione. Ed è andata bene a quei poveri ciclisti» il contenuto dei post che si susseguono. Si, è andata bene, perché le conseguenze avrebbero potuto essere più gravi. Ma le perplessità di molti pietrasantini nel vedere il Giro dalle parti del centro cittadino, con le sue vie sospese fra rotonde e dossi, erano le stesse dell’amministrazione comunale, come fa sapere l’assessore Andrea Cosci.
L’assessore
«Adesso tutti scrivono, lo avevamo detto, ma al sottoscritto nessuno aveva evidenziato particolari criticità. Quelle che invece abbiamo sottolineato noi agli organizzatori di Rcs, anche se i nostri timori erano soprattutto dovuti ai dossi in zona piazza Carducci più che allo spartitraffico di via Marconi. Detto questo non è il Comune a indicare dove devono passare i ciclisti, ma appunto chi organizza la corsa e in questo caso, a privilegiare il transito in centro è stato proprio, sempre dall’organizzazione, un pietrasantino che a lungo è stato un ciclista e che è sicuramente più preparato di noi. Se qualcuno ci avesse detto di mettere delle protezioni o togliere la segnaletica, l’avremmo fatto, ma così non è stato. In realtà avevamo proposto un percorso di tappa alternativo, con i ciclisti sul viale Apua o sul lungomare: ci hanno risposto di no. Detto questo i ciclisti sono caduti a Massa, a Camaiore, non solo a Pietrasanta: purtroppo può capitare, l’importante è che non ci siano state conseguenze gravi. Come amministrazione e polizia municipale abbiamo fatto il massimo, garantendo l’impiego di tutto il Comando, di 50 volontari, presidiando le strade. È stato un grande spettacolo nona costo zero, per Pietrasanta. Ci dispiace per quanto accaduto, ma noi non abbiamo alcuna responsabilità».
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