Il Tirreno

Versilia

Nottate agitate

Entrano, picchiano e distruggono, in Versilia la banda dei locali semina violenza: i raid e come agisce il branco

di Donatella Francesconi
Due immagini di quanto accaduto in Darsena davanti al Maki Maki
Due immagini di quanto accaduto in Darsena davanti al Maki Maki

Feriti coetanei e addetti alla sicurezza da Viareggio a Forte: cappucci, cinghie, petardi e bottiglie di vetro. Una squadra organizzata con l’unico obiettivo di creare il caos

27 aprile 2024
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VIAREGGIO. Bastano i pochi attimi dei video circolati per capire che non si tratta del solito livello di aggressività che si registra nelle notte di tutta Italia. Felpe nere e jeans, cappucci calati a nascondere il volto e mano armata di cinghia da far vibrare nell’aria e abbattere su qualsiasi cosa e, soprattutto, su chiunque si trovi a portata di colpo. Per proteggersi la fuga, anche l’utilizzo di petardi, così da potersi confondere nelle notte e nel fumo. Hanno colpito in Darsena alla fine di aprile 2024 e anche a Forte dei Marmi. Dove un video immortala un gruppo di giovanissimi che – passando in mezzo ai propri coetanei – si coprono la testa con il cappuccio a causa della presenza delle telecamere che i ragazzi indicano ad alta voce invitando gli altri a rendersi irriconoscibili. Ma il gruppo di giovani – tutti tra i 18 e i 25 anni – che si muove con l’intento di seminare il panico nei locali e fare danni, si presenta puntuale nei luoghi della movida versiliese.
I raid
Dall’inizio di aprile 2024 avrebbero colpito più di una volta. Tra le vittime anche un addetto alla sicurezza dei locali della Darsena che è rimasto ferito nello scontro con il gruppo di giovani incappucciati. Due ragazzi arrivati in Versilia da Barga per una serata di divertimento hanno avuto necessità delle cure del Pronto soccorso dell’ospedale Versilia dopo essere state aggrediti dal gruppo di violenti. Lo stesso gruppo che domenica 21 aprile avrebbe preso a cinghiate un ragazzo e una ragazza che erano in un locale di Forte dei Marmi.
L’ultimo blitz
Preso di mira anche il Maki Maki, in Darsena, unica discoteca di Viareggio. Il gruppo ha provato a entrare indossando i cappucci delle felpe ed è stato respinto dagli addetti alla sicurezza che hanno bloccato i numerosi violenti. La reazione, però, non si è fatta attendere: bottiglie lanciate contro i responsabili della sicurezza, cinghiate contro tutto ciò che capitava sotto mano, grossi petardi fatti esplodere all’esterno. Sul posto sono arrivati sia carabinieri che polizia di Stato: «La zona era dei carabinieri (ogni città viene divisa in zone di competenza delle diverse forze di polizia, giorno per giorno, ndr)», spiegano dalla Questura di Lucca, «e la polizia di Stato è intervenuta in ausilio. Ma al nostro arrivo non c’era più nessuno». Per la Compagnia dei carabinieri di Viareggio per l’ultimo episodio «procede la polizia di Stato». La valutazione dell’Arma è che, almeno fino a questo momento, gli episodi che si sono succeduti nelle ultime settimane siano «un po’ scollati gli uni dagli altri». E starà alle indagini individuare i protagonisti di azioni programmate per seminare il panico nella movida. Dove il personale di sicurezza dei locali vede un po’ di tutto: anche un genitore che protesta per il divieto di ingresso imposto al figlio, noto come particolarmente “vivace” e spesso del tutto ubriaco. Dopo più di una protesta, il genitore ha fornito al figlio il documento di un parente maggiorenne, così da rimuovere l’ostacolo minore età. Bloccato di nuovo dalla sicurezza che ha trattenuto il documento esibito falsamente, il genitore non ha esitato a chiamare la polizia ritenendo che il figlio avesse subito un vero e proprio abuso di potere da parte del personale addetto alla sorveglianza.

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